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    L'essere umano, che le Sacre Scritture...

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    nelda

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    L'essere umano, che le Sacre Scritture...

    Messaggio Da nelda il Lun 01 Dic 2008, 02:41

    Uomo.

    L'essere umano, che le Sacre Scritture dicono creato ad immagine e somiglianza di Dio, è ritenuto la più evoluta tra le
    creature che popolano l'universo. Ricorrendo al principio ermetico, secondo il quale il microcosmo si identifica nel macrocosmo, per cui il piccolo è identico al grande, va notato che fin dall'antichità greca classica, in particolare da
    Pitagora e Platone in poi, viene riconosciuta l'esistenza di una realtà superiore, popolata di energie invisibili, presente oltre la natura visibile e sensibile. L'universo era stato fin da allora suddiviso in una terna di diverse manifestazioni, comprendenti un piano materiale, un piano psichico ed un piano spirituale, secondo una peculiare gerarchia rimasta inalterata per millenni, fino al tardo medioevo. A ciascun piano corrisponde un peculiare aspetto,ovvero un diverso stato: · stato di non manifestazione, rappresentante la Possibilità Universale,· stato di manifestazione informale, o sottile, rappresentante l'Anima del Mondo, stato di manifestazione formale, o grossolano, ovvero quello del mondo della sostanza del corpo fisico. L'uomo era collocato al centro del "cosmo", data l'identità degli elementi componenti entrambi. In analogia all'armonia caratteristica del cosmo e dell'uomo, anche a quest'ultimo furono assegnate tre forme esistenziali: al mondo materiale corrispose il corpo fisico, al mondo psichico l'anima, al mondo eterico lo spirito. Da ciascuna natura (o mondo, livello, piano) nacque una disciplina di studio, rispettivamente fisica, psicologia e metafisica. Tale ripartizione era caratteristica di ogni dottrina tradizionale, anche se ciascuna dottrina si differenziava nell'ampiezza dei confini di ciascun piano. Presente nelle tradizioni asiatiche, caratterizza anche quella ebraica, come dimostrato
    dall'inizio della Genesi, dove l'anima vivente è raffigurata come unione del corpo con il soffio dello spirito. Questa ripartizione ternaria fu adottata da Platone, e le correnti filosofiche latine neo-platoniche tradussero i termini greci nous (nous), psyche(psiché) e soma (soma), con gli equivalenti Spiritus, Anima e Corpus. La tradizione cristiana ereditò la ripartizione, come riportato all'inizio del Vangelo di Giovanni, fondamento dell'esoterismo occidentale, ove la terna Verbum, Lux et Vita corrisponde ai tre mondi citati: spirituale, psichico e fisico (o corporale). San Paolo, nella sua prima lettera indirizzata ai Tessalonicesi, dice testualmente " E lo stesso Dio custodisca tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, senza macchia". Sant'Ireneo, nel De Resurrectione, ancor più chiaramente sostiene: " Esistono tre principi dell'uomo: corpo, anima e spirito. Quello che salva e forma é lo spirito. Quello che è unito e formato è il corpo. L'intermediario tra i due è l'anima.
    Quest'ultima a volte segue lo spirito, e da questo viene elevata. A volte invece discende fino al corpo, sottostando agli appetiti terreni". Fu proprio per evitare il rischio pernicioso di attribuire all'anima elementi troppo corporali, come infatti fece Platone, che i dottori della Chiesa cristiana preferirono avvicinare l'anima allo spirito, fino ad arrivare a confonderli tra loro, dando origine al più semplificato dualismo corpo e anima.
    Da questo abbinamento nasce la persistente confusione tra psichico e spirituale, tra cui oggi, almeno per i più, continua a non esserci differenza alcuna. Rimane tuttavia il fatto che, se l'anima è la mediatrice, l'elemento catalizzatore tra il superiore e l'inferiore della natura umana, è indispensabile che tra loro esista un collegamento naturale. Per cui sia
    Sant'Agostino che San Bonaventura definiscono col termine "anima" il corpo sottile, mediano tra corpo fisico e spirito. Opportuno accennare come l'analisi del corpo fisico, effettuata seguendo i principi della filosofia teosofica, fondamento di dottrine, religioni e credenze passate e future, permetta di arrivare, attraverso un lungo e complesso processo, ad una classificazione. Tramite questa diventa possibile la spiegazione dei fenomeni della vita e della stessa coscienza. Lo spirito umano dispone di strumenti ed arnesi, indispensabili per realizzare l'evoluzione, ovvero il completamento conoscitivo della coscienza. Si tratta di veicoli veri e propri, che troviamo sotto riportati, con la loro corrispondenza in sanscrito, ovvero: ·
    1) Corpo, o veicolo rozzo, · 2) Vitalità, o Prana, · 3) Corpo astrale, o Linga Sarira, · 4)Anima animale, o Kama Rupa, · 5) Anima umana, o Manas, · 6) Anima spirituale, o Buddhi.
    Aggiungendo a questi sei veicoli il Corpo etereo, o Atman, otteniamo la tipica ripartizione settenaria dell'essere umano, adottata da tutte le dottrine orientali, che implicano comunque l'assoggettamento delle creature alle leggi della "metempsicosi" (v.), per cui lo spirito deve successivamente transitare, dimorandovi, nei mondi minerale, vegetale, animale ed umano. In occidente invece s'è continuato a considerare la ripartizione ternaria, più che altro per evidenti ragioni teologiche, se non addirittura, come abbiamo visto, la sua semplificazione dualistica, tuttora vigente. Un approfondimento della ricerca nel campo della realtà invisibile, avviato proprio in occidente all'inizio del secolo scorso, ha implicato un ritorno alle origini dell'era cristiana, con l'adozione di definizioni più sofisticate, accurate e comprensibili delle "tre" diverse nature, sia universali o cosmiche che umane: ·
    a)Corpo - Corpo fisico - Materia sensibile, · b) Anima - Corpo astrale - Mondo astrale; · c) Spirito - Corpo etereo - Mondo mentale, oppure spirituale od etereo.

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