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    Misteri venusiani

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    nelda

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    Misteri venusiani

    Messaggio Da nelda il Mar 09 Dic 2008, 03:48

    Ricevo dall’ASI, e pubblico (in realtà ricevo pure da ESA, ma non in italiano :-)


    Venus Express fa luce sul mistero delle nubi di Venere
    Che cosa assorbe la radiazione ultravioletta nell’atmosfera del
    pianeta? La risposta è più vicina, grazie allo spettrometro italiano
    VIRTIS. Uno studio su Nature

    03/12/2008
    Nuove immagini provenienti dalla sonda dell’Agenzia Spaziale Europea
    Venus Express ci danno una nuova visione dell’atmosfera del nostro
    pianeta gemello, completa di temperatura, condizioni atmosferiche,
    struttura e dinamica delle sue nubi. Gli importanti risultati,
    presentati sul numero di Nature in uscita il 4 dicembre, permetteranno
    agli scienziati di comprendere meglio le caratteristiche climatiche di
    Venere, il pianeta più simile alla Terra nel sistema solare, e di
    paragonarle a quelle terrestri.
    Per ottenere questi risultati gli autori, guidati da Dimitri Titov
    del Max Planck Institut di Lindau, in Germania, hanno utilizzato due
    strumenti: lo spettrometro VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging
    Spectrometer), fornito dall’ASI e che ha come Principal Investigator
    Giuseppe Piccioni dell’IASF-INAF di Roma, che opera nelle bande dal
    visibile al vicino infrarosso, e VMC (Venus Monitoring Camera), che
    opera invece nella banda ultravioletta.
    “Si dirada la coltre di nebbia che avvolge il mistero
    dell’assorbitore ultravioletto sconosciuto nelle nubi di Venere”,
    commenta Giuseppe Piccioni. “Ora sappiamo che il contrasto osservato
    nell’ultravioletto non è dovuto alla differente altezza delle nubi,
    come pensato finora, ma ha origine nella temperatura e nella dinamica
    atmosferica, con importanti conseguenze per la comprensione della
    meteorologia di Venere”.
    Venere è avvolta in un denso strato di nuvole composte
    prevalentemente da acido solforico, che riflette la maggior parte della
    luce solare e impedisce l’osservazione diretta della superficie. Viste
    in luce ultravioletta, le nuvole non appaiono uniformi, il che indica
    una distribuzione spaziale non omogenea di elementi, ancora
    sconosciuti, in grado di assorbire la radiazione.
    Per comprendere meglio la natura del manto nuvoloso, i ricercatori
    hanno analizzato i dati provenienti dai due strumenti operanti
    nell’ultravioletto e nell’infrarosso su Venus Express. Le immagini
    ottenute mostrano una complessiva simmetria tra i due emisferi, e
    rilevanti moti convettivi alle latitudini più basse, che fanno emergere
    dagli strati più profondi dell’atmosfera gli elementi che assorbono i
    raggi UV. A basse e medie latitudini, la sommità delle nubi è collocata
    a circa 72 km sopra la superficie del pianeta, sia per le regioni più
    luminose che per quelle più scure, novità assoluta rispetto a quanto
    finora conosciuto. Le variazioni di luminosità osservate
    nell’ultravioletto corrispondono a zone di diversa temperatura, con
    zone più luminose corrispondenti a zone più fredde e viceversa. Il
    mistero dell’assorbitore UV sconosciuto risulta quindi legato alla
    dinamica atmosferica ed alla sua temperatura, sebbene gli elementi
    chimici che stanno alla base del fenomeno non siano stati ancora
    identificati.
    Per Sylvie Espinasse dell’ASI, “VIRTIS di Venus Express è uno
    splendido esempio di come si possano massimizzare i ritorni scientifici
    e minimizzare i costi di uno strumento spaziale: è stato realizzato
    utilizzando il progetto e molte delle parti di ricambio derivate dallo
    strumento gemello, lanciato circa 1,5 anni prima sulla missione ESA
    Rosetta. Anche se utilizzato per osservare il pianeta Venere in
    condizioni operative assai diverse, lo strumento ha dimostrato tutta la
    sua versatilità, dovuta anche ad un design robusto ed innovativo. Un
    gran bel risultato”.

      La data/ora di oggi è Gio 16 Ago 2018, 20:28