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    Corso di teosofia 3a lezione

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    nelda

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    Corso di teosofia 3a lezione

    Messaggio Da nelda il Mar 23 Dic 2008, 02:55

    Corso di Teosofia

    3° Lezione

    Idee chiave della Teosofia

    (terza parte)



    Come la luce bianca, rifrangendosi in un prisma, appare sotto sette colori, così l'universo si differenzia in sette aspetti o principi, sette piani di sostanza, di coscienza, ecc.

    Per semplificare, ci si accontenta generalmente di una divisione triplice nella quale si distribuisce l'insieme dei sette.

    Questa divisione semplificata già dimostra la complessità dell'universo (il cui aspetto invisibile si espande molto al di là di quello visibile percepibile ai nostri sensi) e suggerisce delle relazioni
    dinamiche molto strette fra tre aspetti.

    L'uomo è un piccolo universo (un microcosmo) nel grande universo (il macrocosmo), cioè:
    -
    possiede in se tutti gli elementi di questo macrocosmo;
    -
    è in stretto rapporto con ognuno dei piani dell'universo;
    -
    è in relazione di scambio costante, sebbene in modo incosciente, con tutti gli altri uomini, come pure con tutti gli altri esseri di questo mondo.

    Non esiste da nessuna parte un essere isolato dall'insieme.

    Tutte le parti dell'universo sono in movimento, in vibrazione costante, e reagiscono le une sulle altre: l'universo si modifica senza sosta. Ma la Legge Universale di Causalità (che fa seguire
    ogni causa da un effetto) mantiene l'insieme nella sua unità, ristabilendo l'armonia, senza mai tornare indietro. Non vi è un Eterno Ritorno, ma la Legge che conserva la coesione non esclude il cambiamento.

    Esiste una grande economia nella Natura.

    Tutte le esperienze di tutti gli esseri dell'universo sono conservate in una memoria dinamica, la Luce Astrale o Akasha.

    La Natura procede per tentativi successivi in forme che utilizzano il risultato delle esperienze precedenti, donde una possibilità di progresso, nel limite imposto da ogni forma. L'universo è dunque un tutto coerente e vivente, in evoluzione.

    La Legge dei Cicli regola, d'altronde, questa evoluzione a tutti i livelli, rendendola possibile attraverso:
    -
    Vita, morte e rinascita;
    -
    Veglia e sonno (con riposo e assimilazione)
    -
    Attività ed inerzia;

    sono le fasi indispensabili alla vita degli esseri e gli scambi e le interazioni che esistono tra di essi, si iscrivono in questa economia.

    A queste leggi naturali che condizionano e facilitano l'evoluzione - il cui impulso motore viene dal mondo spirituale - si aggiunge l'effetto dell'intervento cosciente e volontario delle Gerarchie di
    Esseri altamente evoluti che guidano lo svolgimento del programma di ogni universo. (Sono gli Arcangeli, i Dhyan Chohan, gli Architetti, ecc…a seconda delle diverse tradizioni)

    Lo Spirito e la Materia sono co-eterni: sono i due poli opposti di un'unica Realtà. Tutti i mondi che girano così, come macchine ben regolate, e sorvegliate nel loro funzionamento, sono i luoghi dove
    interagiscono la materia e lo spirito.

    La coscienza è presente nel più piccolo atomo, e l'evoluzione del Cosmo tende a elevarla dai livelli di espressione più elementare fino alla coscienza individuale, che conosce sé stessa ed abbraccia,
    alla fine, tutto l'universo.

    Insomma ogni mondo lavora per far nascere una nuova mietitura di umanità.

    Così ha espresso il concetto il Saggio Indù, Patanjali:

    "L'Universo sensibile, che comprende il visibile e l'invisibile…esiste solo per l'esperienza e l'emancipazione dell'Anima".

    Dunque la coscienza "si eleva" lentamente, dai regni più inerti (in apparenza) fino all'uomo, passando dal vegetale e dall'animale. Ma tocca poi all'uomo prendere la staffetta dell'evoluzione per superare il proprio stadio.

    Intuitivamente e logicamente, non si può concepire una fine dell'evoluzione, dal momento che si constata la sua realtà, la sua essenza. E la vera giustizia richiede, se ci sono degli esseri che hanno
    fallito nei loro tentativi, che essi abbiano l'opportunità di farne dei nuovi.

    La morte di milioni di esseri è inquietante, ma inevitabile; è una conseguenza della legge dei cicli o della periodicità: tutto ciò che nasce deve un giorno morire, per poi rinascere sotto una forma
    differente. Questa legge naturale è Saggia in quanto permette il progresso.

    Bisogna che la vita degli uomini abbia un limite, per permettere loro di fare numerosi tentativi in condizioni ogni volta diverse, dove tutto può variare da un esistenza all'altra: sesso, ereditarietà,
    razza, livello sociale, ecc.

    Così la Natura effettua senza tregua un compromesso tra vita e morte. Riciclando di continuo gli elementi che servono a costruire le forme, realizza, con mezzi limitati, innumerevoli tentativi che
    permettono, con l'integrazione di tutti i progressi registrati, di sfruttare al massimo le potenzialità della vita.

    E noi, quanto riusciamo a vivere seguendo i cicli della Natura?

    Ogni manifestazione è ciclica, così come i periodi della nostra vita.

    Il grande Edoardo amava dire: "Addà finì 'a nuttata" (deve finire la notte) intesa come periodo negativo della vita.

    Mentre la notte svolge la sua funzione, il giorno si prepara a nascere.

    E mentre il giorno si manifesta con la sua luce, la notte prepara le sue trame.

    E così per la vita dell'uomo....nulla è statico, tutto è ciclico.

    Riconosciamo nella Legge di Ciclicità il perfetto evolvere dell'Universo?



    pensieri di Luce per tutti

    Giuseppe Bufalo

      La data/ora di oggi è Lun 10 Dic 2018, 22:48