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    IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEL NATALE

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    nelda

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    IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEL NATALE

    Messaggio Da nelda il Ven 26 Dic 2008, 03:04

    Gesù è nato in Palestina duemila anni fa, ma questo è soltanto
    l’aspetto storico del Natale. L’apparizione del Cristo è soprattutto un evento
    cosmico: rappresenta la prima manifestazione della vita nella natura ed il
    principio di tutto ciò che esiste. Nel corso dell’anno il sole passa per i
    quattro punti cardinali (equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio
    d’autunno, solstizio d’inverno). Nel corso di questi quattro periodi avvengono
    nella natura grandi trasformazioni, circolano potenti energie che influenzano la
    terra e tutti gli esseri che la popolano. La Scienza Iniziatica, che ha studiato
    tali fenomeni, ha constatato che se l’uomo presta attenzione, si prepara e si
    mette in uno stato di armonia per ricevere quegli influssi, si possono
    realizzare in lui grandi trasformazioni. Il 25 dicembre rappresenta il momento
    in cui il sole è appena entrato nella costellazione del capricorno. Infatti il
    capricorno rappresenta simbolicamente le montagne e le grotte: è appunto
    nell’oscurità di una grotta (l’interiorità) che il Bambino Gesù può
    nascere. Per tutto il resto dell’anno la natura e l’uomo hanno svolto una grande
    attività. L’approssimarsi dell’inverno corrisponde alla sospensione di molte
    attività, i giorni si accorciano, le notti si allungano: è il momento della
    meditazione, del raccoglimento. Queste attività consentono all’uomo di penetrare
    nella profondità del suo essere e di trovare le condizioni per la nascita del
    Bambino. Attorno alla data del 25 dicembre ha luogo nella natura la nascita del
    principio cristico (la luce ed il calore che trasformano tutto). Come vivono,
    invece, gli esseri umani le feste di Natale? Festeggiano gareggiando con ansia
    spasmodica nell’acquistare e regalare doni per ostentare ricchezza materiale,
    mangiando e bevendo smisuratamente a tavola. Si va in chiesa, si canta che Gesù
    è venuto a salvarci per poi continuare la vita di sempre. Questi comportamenti
    dimostrano quanto gli uomini siano inconsapevoli dell’importanza di questo
    evento in cui, una sola volta l’anno, le correnti divine si predispongono per
    creare le condizioni migliori affinché il Bambino Divino (la nuova vita) nasca
    in ogni uomo. Occorre lavorare, studiare, superare i propri limiti affinché
    nasca una nuova coscienza che si manifesti come una luce interiore capace di
    scacciare le tenebre e di indicare la strada da seguire. Per molti non potrà
    essere più la stessa! Infatti Gesù non è soltanto un personaggio storico, ma
    rappresenta un simbolo che riveste le innumerevoli realtà della vita spirituale.
    Fino a quando l’uomo non possiederà in sé luce ed amore, il bambino Gesù non
    potrà nascere in lui: potrà attenderlo, festeggiarlo ma nulla di più. Se fosse
    bastata la venuta di Gesù sulla terra le guerre, le miserie, le malattie
    sarebbero già scomparse da tempo. Certamente non si vuole negare che la nascita
    di Gesù abbia rappresentato un evento storico di grande importanza, ma
    l’essenziale sta negli aspetti cosmico e mistico della festa di Natale. La
    nascita del Cristo (sé superiore) rappresenta un avvenimento che si ripete ogni
    anno nell’universo (per alcuni è già nato, per altri nascerà fra poco, per altri
    non nascerà che fra qualche secolo), ma che si può verificare simbolicamente
    dentro di noi in ogni istante della nostra esistenza. Da secoli si ripete questa
    storia senza capirla, perché il simbolismo universale è andato perso. Per
    esempio Giuseppe e Maria sono due simboli della vita interiore: il padre
    Giuseppe è l’intelletto, lo spirito dell’uomo, il principio maschile; la madre
    Maria è il cuore, l’anima, il principio femminile. Quando il cuore e l’anima
    sono purificati lo Spirito Santo (l’Anima Universale) sotto forma di fuoco
    (amore divino) viene a fecondare l’anima ed il cuore dell’essere umano e nasce
    il figlio. La stalla e la mangiatoia rappresentano le povertà dell’anima e le
    difficoltà che l’uomo incontra per raggiungere la spiritualità. E che cos’è la
    stella? È l’uomo stesso. Un pentagramma vivente che deve esistere in duplice
    forma (ciò che è in alto è come in basso e ciò che è in basso è come ciò che è
    in alto). Quando l’uomo ha sviluppato in pienezza le cinque virtù (amore,
    saggezza, verità, giustizia, bontà) un altro pentagramma (la stella luminosa) lo
    rappresenta sui piani sottili. Quella stella che brillava sopra la stalla
    rappresenta appunto la luce cristica che ogni essere può far brillare dentro di
    sé. Anche i grandi capi religiosi (Melchiorre, Baldassarre e Gaspare) sentono
    che non sono ancora giunti a quel grado di spiritualità che credevano, per cui
    vanno ad apprendere, ad inchinarsi ed a portare in dono oro, incenso e mirra:
    l’oro significava che Gesù era re (il colore giallo è il simbolo della
    saggezza), l’incenso significava che era un sacerdote (l’incenso rappresenta il
    campo religioso, il cuore e l’amore), la mirra il simbolo dell’immortalità (ci
    si serviva della mirra per imbalsamare i corpi e per preservarli dalla
    decomposizione). I Re Magi hanno quindi portato dei doni che hanno un
    legame con i tre mondi: pensiero, sentimento e corpo fisico. In quella stalla vi
    erano solo il bue e l’asinello. Perché? La stalla rappresenta il corpo fisico ed
    il bue, come il toro, anticamente è stato sempre considerato come il principio
    generativo (in Egitto, per esempio, il bue Apis era il simbolo della fertilità e
    della fecondità). L’asino, invece, rappresenta la personalità (la natura
    inferiore dell’uomo). Questi due animali erano là per servire Gesù. Quando
    l’uomo comincia a compiere su di sé un lavoro per la sua evoluzione, entra in
    conflitto con la sua personalità e con la sua sensualità. L’iniziato è appunto
    colui che è riuscito a dominare queste due energie ed a metterle a suo servizio,
    ma non le reprime in quanto sono energie straordinariamente utili se messe
    all’opera sotto il giusto controllo. Il Natale dunque ci ricorda che il
    significato dell’esistenza umana è quello di risvegliare il sé inferiore al
    cospetto dell’anima e ciò avviene, all’inizio, mediante l’arte di vivere. Questo
    è un processo che comporta prove ed errori (spesso attraverso l’esperienza della
    sofferenza come illusione che infine conduce verso la verità immanente). Ciò è
    ottenuto gradualmente tramite un riorientamento dei desideri e, in una fase
    successiva, l’identificazione con il sé superiore. Sono molti gli individui che
    consapevolmente orientano la propria vita verso le finalità più alte: alcuni si
    stanno preparando, altri stanno già operando per raggiungere queste finalità.
    Sono individui che si sintonizzano sempre più con la propria anima e si
    allontanano da una realtà personale ed egoistica.
    Sabrina Parsi
    http://www.shantimandir.org/vis_articoli.aspx?go=articoli&artnum=880

      La data/ora di oggi è Mar 25 Set 2018, 08:02