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    chiare, fresche, dolci acque......

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    pinodd

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    chiare, fresche, dolci acque......

    Messaggio Da pinodd il Sab 12 Lug 2008, 00:01

    Acque Minerali: un traffico da liquidare.
    Le bottiglie di plastica che contengono l’acqua minerale che beviamo costano e inquinano
    di Maria Carola Catalano
    per integratorinutrizionali.it
    © Tutti i diritti Riservati

    Roma (21 Marzo 2008)

    In occasione della giornata mondiale dell'acqua che si festeggia il 22 marzo, Legambiente e la rivista Altreconomia rilanciano «Imbrocchiamola», la campagna nata per promuovere nei ristoranti, nelle pizzerie e nei bar l'uso di una semplice caraffa con acqua del rubinetto.

    Non esiste legge che obblighi a vendere nei locali pubblici esclusivamente la minerale, mentre esistono ragioni, di salute, ambientali ed economiche, per scegliere quella dell'acquedotto.

    Per esempio le 910mila tonnellate di anidride carbonica prodotte all'anno per realizzare le bottiglie di plastica, che solo per il 35% vengono riciclate.

    Prima di entrare nel vivo dell’argomento, è utile capire qual’è la differenza tra l’acqua minerale e quella del rubinetto.
    L’acqua minerale.
    Le acque si chiamano minerali quando vengono riconosciute tali dal Ministero della Sanità, attraverso analisi chimico-fisiche e microbiologiche che determinano le caratteristiche salienti dell'acqua.

    La legge considera "minerali" quelle acque che originano da una falda sotterranea e non sono trattate chimicamente: devono essere batteriologicamente pure e prive di inquinanti; devono poi essere imbottigliate come sgorgano dalla sorgente. L'unico trattamento eventuale è l'aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate.

    Non tutte le acque sono uguali: ognuna ha caratteristiche specifiche che dipendono dal tipo di sali in essa disciolti. In base al residuo fisso cioè alla quantità di sali minerali depositati da un litro di acqua fatto evaporare a 180°, le acque minerali vengono classificate come:

    Minimamente mineralizzate: hanno un contenuto di sali minerali inferiore a 50 milligrammi per litro; si tratta di acque "leggere" che in quanto povere di sali minerali favoriscono la diuresi e facilitano l'espulsione di piccoli calcoli renali.

    Oligominerali: hanno un contenuto di sali minerali non superiore ai 500 milligrammi per litro. In virtù dei pochi sali minerali presenti, sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente; inoltre svolgono un'ottima azione diuretica e contengono poco sodio.

    Minerali: il residuo fisso è compreso tra 500 e 1000 milligrammi per litro. Contengono una percentuale consistente di sali minerali e pertanto non devono essere bevute in quantità eccessive (fino a un litro al giorno).

    Ricche di sali minerali: il residuo fisso è di oltre 1500 milligrammi per litro. Sono molto ricche di sali, pertanto devono essere bevute specificamente a scopo curativo e su consiglio medico. Si acquistano in farmacia, ma alcune si trovano anche nei supermercati.
    L’acqua potabile del rubinetto.
    Contiene sali minerali salutari per il nostro organismo come l’acqua minerale. La differenza consiste nel fatto che può essere prelevata da laghi, fiumi o falde superficiali e può essere sottoposta a trattamenti.

    L’acqua del rubinetto per essere considerata potabile deve rispettare dei valori prescritti dalla legge e per questo viene controllata a determinati intervalli di tempo dagli esercenti delle centrali idriche e dall'unità sanitaria.

    L'Italia, ricorda Legambiente, è il Paese in cui si ha il maggior consumo di acqua minerale in bottiglia nel mondo, con 194 litri pro capite solo nel 2006 (oltre mezzo litro a testa al giorno).

    Un dato in costante aumento, triplicato in poco più di 20 anni (nel 1985 erano 65 litri), e con esso anche il volume di affari per i produttori di acqua minerale è aumentato e di molto.

    Il Belpaese ha scoperto in massa l’acqua minerale intorno agli anni ’80, in un momento in cui in diverse regioni l’acqua che usciva dai rubinetti induceva alla diffidenza.

    Da allora molto è cambiato, ma intanto gli italiani si sono abituati all’idea che in bottiglia è meglio che dal rubinetto, riservandosi di usare l’acqua corrente per lavarsi e per la pasta e comprando bottiglie per dissetarsi.

    L’abitudine è poi tracimata nei bar e nei ristoranti, dove ormai ci si vergogna quasi a chiedere l’acqua del rubinetto per non sembrare dei poveracci, salvo poi pagare una bottiglia d’acqua come un litro di benzina e un bicchiere al banco come un caffé, senza sapere che è infondata la credenza secondo cui l’acqua minerale è più pura e sicura di quella corrente.

    Su questa nostra attitudine le imprese che imbottigliano (colossi come Nestlè e Danone) hanno costruito gigantesche e non sempre trasparenti fortune, sfruttando a fini di lucro un bene demaniale che è patrimonio inalienabile delle regioni che lo concedono a prezzi ridicoli.

    Inoltre, più dell’80% delle minerali sono imbottigliate in plastica (il Pet) che può rilasciare se conservato male, sostanze altamente tossiche. Questo materiale ha un pesante impatto sull’ambiente con costi di smaltimento altissimi a carico delle regioni che per smaltirlo spendono più di quanto incassano dalle concessioni di sfruttamento delle fonti.

    Ora però sappiamo che l’acqua del rubinetto è buona, sicura ed economica.
    E allora beviamola!

    Maria Carola Catalano

    Fonte: http://www.integratorinutrizionali.it/scandalo-acqua-minerale.htm

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