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    STRAGE DI API

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    nelda

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    STRAGE DI API

    Messaggio Da nelda il Ven 25 Lug 2008, 22:57

    Einstein disse che se le api fosse scomparse in 4 anni sarebbe scomparso anche il genere umano...nelda

    STRAGE DI API: PRODUZIONE MIELE IN CALO DEL 30%

    ROMA - Gli insetticidi, la pioggia e i parassiti hanno fatto strage di api nel 2008, decimando la popolazione degli alveari italiani del 40%. Più che un allarme, quello diffuso dagli apicoltori italiani è un bollettino di guerra che si riflette sulla produzione di miele, quest'anno inferiore del 30% rispetto all'anno scorso.

    E' praticamente nullo il raccolto di miele di agrumi in Sicilia, scarsissimo quello di Calabria, Basilicata e Puglia. Brutte notizie anche per il miele d'acacia, il più consumato in Italia, al Nord e in Toscana a causa delle piogge incessanti se ne è raccolto poco, un po' di più al Centro. Niente miele di tarassaco nel 2008 a causa dello spopolamento degli alveari, (con perdite per oltre 50 mila produttori che hanno perso le api raccoglitrici in campo) e dell'esodo forzato di alveari dalle zone contaminate da insetticidi tossici dispersi nelle operazioni di semina del mais.

    Il miele millefiori primaverile ha avuto un tracollo di produzione del 70%, mentre si spera che per quelli estivi vada meglio, cosi come l'eucalipto e il castagno che stanno fiorendo in questo periodo. Questi dati saranno al centro del dibattito nel corso della 'Settimana del Miele', consueto appuntamento per il settore apistico in cui operano 50 mila apicoltori, con 1,1 milioni di alveari, per un valore di 60 milioni di euro, in programma a Montalcino dal 12 al 14 settembre.

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_7309

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    AMBIENTE: REALACCI, ORA STOP A PESTICIDI RESPONSABILI MORIA API

    Roma - 25 Luglio 2008

    “La moria delle api sta diventando una vera e propria emergenza”: Ermete Realacci, ministro ombra dell’Ambiente, in una nota spiega di condividere l’allarme degli apicoltori italiani e “la richiesta che arriva da molte Regioni italiane di fermare l’uso dei pesticidi che potrebbero essere responsabili del fenomeno”.
    “Ogni anno - spiega - vengono segnalati un numero crescente di casi di morie di intere colonie di api e sarebbe un errore pensare a questo fenomeno come un problema che riguarda solo gli insetti e gli apicoltori. Le api, infatti, oltre a rappresentare un indicatore molto sensibile dell’equilibrio ambientale, contribuiscono per l’80% all’impollinazione delle coltivazioni che costituiscono un terzo della nostra alimentazione, per un valore stimato pari a 2,5 miliardi di euro all’anno in Italia e ben 10 miliardi di euro all’anno nel mondo. Oltre che la maggior parte delle piante da frutto, dipendono dall’azione impollinatrice delle api anche la produzione delle colture foraggere fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento”.
    Anche il presidente di FederBio (organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane), Paolo Carnemolla, commenta, in una nota, “positivamente” la Conferenza Stato-Regioni e “la pronta risposta” del Ministero delle Politiche Agricole per fermare la strage negli alveari. Il presidente FederBio si augura “che la riunione, convocata dal Ministro Zaia per il 29 luglio, possa essere quella decisiva. “Le alternative ai prodotti chimici di sintesi - sottolinea Carnemolla - ci sono, e interessi di natura commerciale non possono mettere a rischio non solo un intero comparto economico, ma un patrimonio naturale indispensabile per tutta l’agricoltura italiana. Tuttavia, se ci fosse un nulla di fatto a livello nazionale, Federbio sarà a fianco dell’Emilia Romagna e di tutte le Regioni che prenderanno provvedimenti drastici per difendere le api e, con loro, tanta parte della nostra agricoltura”.

    http://www.winenews.it/index.php?c=detail&id=13408&dc=58&bn=2

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    AMBIENTE: REALACCI, ORA STOP A PESTICIDI RESPONSABILI MORIA API

    (ASCA) - Roma, 25 lug - ''E' positivo che il Governo abbia corretto almeno in parte il drastico taglio di fondi per il settore dell'apicoltura, dal momento che la sforbiciata prevista in origine da Tremonti era di 4 milioni di euro. Ci auguriamo che questo segnale di attenzione che arriva dal Ministro Zaia si traduca subito in azioni concrete per risollevare un settore in grave crisi. Prima fra tutte quella di vietare, in via cautelativa, l'utilizzo di alcuni pesticidi sospettati di essere la causa principale della moria di api che sta colpendo molte regioni italiane''.

    Cosi' Ermete Realacci, ministro ombra dell'Ambiente, che alla fine del mese di giugno ha presentato un'interrogazione parlamentare sul tema, commentando il ripristino nella manovra finanziaria 2009-2011 del fondo di 2 milioni di euro per il settore dell'apicoltura.

    ''In Italia -prosegue Realacci- sono a rischio circa 50 miliardi di api in oltre un milione di alveari ed e' necessario prendere subito provvedimenti perche' oltre ai danni diretti al settore, non bisogna sottovalutare che le api contribuiscono per l'80% all'impollinazione delle coltivazioni che costituiscono un terzo della nostra alimentazione''.

    http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=769142&canale=ORA&articolo=AMBIENTE:%20REALACCI,%20ORA%20STOP%20A%20PESTICIDI%20RESPONSABILI%20MORIA%20API

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    API. STOP ALL’USO DI PESTICIDI. LE REGIONI CHIEDONO UN IMPEGNO DEL GOVERNO
    Friday 25 July 2008
    Un impegno serio per bloccare la sempre più drammatica situazione che sta colpendo il settore dell’apicoltura. L’iniziativa raccoglie l’approvazione di Federbio. Intanto il governo vara misure di sostegno. Su iniziativa dell’assessore della Regione Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, che già si era speso nei mesi scorsi a favore di un intervento, ieri, la Conferenza Stato regioni ha formalmente chiesto al ministro dell´Agricoltura Luca Zaia e al Governo di procedere alla immediata sospensione cautelativa dell´impiego in agricoltura di alcuni pesticidi, sospettati di essere la causa principale della moria delle api.

    “Il collegamento tra i pesticidi sospetti e la morte delle api - ha dichiarato Rabboni - si è progressivamente accentuato, al punto che i governi francese, tedesco e sloveno hanno già provveduto alla loro sospensione cautelativa". “Bisogna decidere ora - ha aggiunto - per non perdere un altro anno, dal momento che la concia del mais, attività per cui vengono impiegati i pesticidi sotto accusa, viene effettuata in autunno. Il Ministro ha rinviato le decisioni ad uno specifico incontro, convocato per il prossimo 29 luglio. Mi auguro che finalmente si possa raggiungere una intesa sulle misure concrete da attuare per superare la situazione".

    "Se non ci saranno risultati concreti a livello nazionale - ha concluso Rabboni - la Regione Emilia-Romagna con il coinvolgimento delle altre Regioni interessate, valuterà l´opportunità di vietare temporaneamente, a livello regionale ed a partire dai disciplinari di produzione integrata, l´impiego di questi prodotti nella concia delle sementi. Bisogna intervenire rapidamente per contenere danni incalcolabili all´agricoltura e all´ambiente in cui viviamo".

    "L'apicoltura è un'attività importante sia per la produzione del miele sia per la conservazione dell'ambiente naturale, dell'ecosistema e dell'agricoltura”. E’ questo il commento del ministro Zaia dopo l’approvazione, alla Camera, della manovra economica 2009- 2011 che riconosce un sostegno finanziario pari a 2 milioni di euro per il settore. “Il miele è un prodotto dei territori che ne evidenzia le caratteristiche, le varietà e le peculiarità e che va tutelato e valorizzato. Per rispondere alle esigenze del settore – ha annunciato - e per valutare iniziative comuni, anche in riferimento alla moria delle api che affligge i nostri alveari, ho indetto per il 29 luglio un incontro al Mipaaf con le associazioni e le Regioni".

    Federbio approva l’iniziativa dell’assessore Rabboni.“Come settore produttivo da sempre attento alla tutela dell’ambiente e al rispetto dei cicli naturali – sostiene Paolo Carnemolla, in un comunicato diffuso - sosteniamo con forza l’iniziativa presa, augurandoci che la riunione convocata dal Ministro Zaia per il 29 luglio possa essere quella decisiva”. “Le alternative ai prodotti chimici di sintesi ci sono – dichiara il presidente di Federbio - se ci fosse un nulla di fatto a livello nazionale saremo a fianco dell’Emilia Romagna e di tutte le Regioni che prenderanno provvedimenti drastici per difendere le api e, con loro, tanta parte della nostra agricoltura” ha concluso il presidente di FederBio.

    http://www.greenplanet.net/content/view/21692/1/
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    marta

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    Re: STRAGE DI API

    Messaggio Da marta il Ven 12 Set 2008, 23:30

    Oltre i pesticici ricordiamo anche le altre cause:

    Onde killer. Uno studio tedesco - realizzato dall’università di Landau - sostiene che le onde elettromagnetiche prodotte dai telefonini fanno perdere il senso d’orientamento agli insetti: le api non riescono più a tornare all’alveare e muoiono. Il 70% degli insetti esposti ai segnali dei cellulari ha, per così dire, perso la bussola. Dunque a decimare gli sciami negli Usa (-80%), ma anche in Europa, più che un morbo strano sarebbe questo disorientamento che ora ha anche un nome scientifico: “colony collapse disorder”.

    I cambiamenti climatici. A minacciare gli insetti, poi, continua a essere anche la varroa, un parassita importato dall’Asia vent’anni fa. L’arrivo dall’estero di api in “pacchi”, che si mischiano con quelle locali, è un altro vettore di malattie.
    In più ci si mette il clima. L’anno scorso il mese di luglio, periodo in cui fioriscono i castagni, è stato particolarmente asciutto: le piante avevano fiori disidratati e poveri di nettare, così le api non trovavano niente da mangiare. Poi, con l’autunno mite che è seguito, i parassiti non sono scomparsi come di norma accade, anzi, hanno continuato a vivere anche durante l’inverno, quando le api di solito se ne stanno rintanate negli alveari nutrendosi delle scorte accumulate: «e gli insetti si sono squilibrati», spiega Quilici.

    Produttori fantasma. «Eppure in Toscana sembra che le api non muoiano, visto che nessuno ne parla», afferma l’esperto. La legge regionale obbliga gli apicoltori a denunciare alla Asl il numero degli alveari posseduti (l’azienda sanitaria deve poi trasmettere il dato alla Regione) e a segnalare le variazioni degli sciami, in più o in meno, superiori al 10%. Ma non tutti lo fanno. Nel 2004 - ultime cifre ufficiali - le arnie segnalate erano 89mila, quelle reali non meno di 110mila. Che corrispondono a circa 5 miliardi di api e a 2200 produttori, concentrati soprattutto nelle province di Lucca (Garfagnana), Pistoia, Siena (Montalcino) e Firenze, più la Lunigiana, l’unica zona in Italia a vantare il marchio Dop per il miele (di acacia e castagno). Insomma ci sono tanti produttori fantasma, che non si mettono in regola per non essere controllati. Ma in questa situazione vaga, le Asl non hanno il “polso” del territorio e non conoscono la consistenza esatta delle patologie.

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