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    Le teorie che costruiamo sono mappe del mondo...

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    nelda

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    Le teorie che costruiamo sono mappe del mondo...

    Messaggio Da nelda il Lun 11 Ago 2008, 20:51

    Le teorie che costruiamo sono mappe del mondo, ma non dobbiamo mai confondere la mappa con il territorio"

    Tratto dall'intervista che >>>Scienza e Conoscenza n°25, corrente numero, ha fatto al fisico Ignazio Licata, a cura di Virginia Salles.

    Qui, nello specifico, la domanda:
    Tra la posizione realista di Einstein che sosteneva che un gatto “esisteva” anche quando lui non lo guardava e l'assoluto relativismo della visione del mondo dei filosofi post-moderni e delle interpretazioni radicali della fisica quantistica, qual è, secondo te, la vera realtà che soggiace alla nostra esperienza del mondo?

    Il filosofo Alfred North Whitehead diceva che gli scienziati tagliano la stoffa dell'universo che è fatta di un solo tessuto. “Cosa” e “come” tagliare - identificare problemi ed elaborare le strategie d'approccio - non è affatto banale e costituisce l'essenza del problema dell'osservatore. La posizione del realismo naive e del relativismo post-moderno hanno in comune un atteggiamento “polarizzato” nei confronti del binomio osservatore-osservato; il realismo mette tra parentesi il primo termine ( “i! l mondo è già lì”, tagliato a fettine disciplinari pronte per essere studiate con un “metodo” opportuno), i post-moderni invece liquidano ogni realismo e dissolvono il mondo nella pluralità dei punti di vista. Entrambe le posizioni sono alla lunga inaccettabili: dire che il mondo è fatto “oggettivamente” di atomi, ad esempio, è corretto ma banale, mentre il relativismo trascura l'importanza della conoscenza culturalmente condivisa. La “via di mezzo” per evitare questo Scilla e Cariddi- come diceva Francisco Varela- consiste nella posizione costruttivista che considera la conoscenza come un processo relazionale tra osservatore ed osservato. E' questo binomio inscindibile il “tessuto” della conoscenza ed il nostro rapporto profondo con il mondo. Le teorie che costruiamo sono mappe del mondo, ma non dobbiamo mai confondere la mappa con il territorio.

    Chi è Ignazio Licata?
    è un fisico teorico, direttore dell'ISEM, Institute for Scientific Methodology per gli studi interdisciplinari a Palermo. Ha studiato con David Bohm, Jean Paul Vigier, Abdus Salam e Giuseppe Arcidiacono. Si occupa di fondamenti della fisica quantistica, cosmologia, teoria dei sistemi, epistemologia, modelli matematici dei processi cognitivi e teoria della computazione nei sistemi fisici e biologici. Editor dell'Electronic Journal of Theoretical Physics e di QuantumBioSystems, è autore di >>>Osservando la Sfinge (Di Renzo Editore, Roma, 2003, 2 ed), e del recente >>>La L ogica Aperta della Mente ( Codice Edizio! ni, Tori no, 2008). Ha curato le antologie "Majorana Legacy in Contemporary Physics" (EJTP-Di Renzo, Roma, 2006) e “Physics of Emergence and Organization”, World Scientific, Singapore, 2008. E' uno degli organizzatori del progetto europeo Enhancing Research on Neural Networks and Cognitive Modeling based on Principles of Quantum Mechanics.

    Chi è in giro per il Salento, e magari volesse conoscere il nostro scienziato-filosofo, sappia che ad Ignazio Licata per la sua attività scientifica alla frontiera tra fisica teorica e scienze cognitive, e segnatamente per il volume >>>La Logica Aperta della mente, è stato assegnato il Premio "Le Veneri" alla Scienza, opera bronzea firmata dal maestro Silvano Cataldi. Il premio sarà conferito nel corso della serata inaugurale del Festival "Arte &Scienza" in Parabita, organizzato dall'Università del Salento con la direzione artistica di Michele Placido, che si terrà Domenica 17 agosto in piazza Regina del Cielo a Parabita.

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