Saperi negati

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    Cern attivato il Lhc. Una data storica e diversi punti di vista.

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    nelda

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    Cern attivato il Lhc. Una data storica e diversi punti di vista.

    Messaggio Da nelda il Gio 11 Set 2008, 00:16

    Al via l'esperimento preliminare dell'istituto nucleare di Ginevra
    Iniettati i primi fasci di protoni: le collisioni nei prossimi giorni
    Le particelle hanno percorso senza problemi i 27 chilometri del tunnel
    GINEVRA
    - L'acceleratore è stato attivato e tutto è andato come previsto:
    nessuna apocalisse all'orizzonte. L'esperimento preliminare del Lhc
    (Large Hadron Collider) del Cern di Ginevra è partito come da programma
    poco dopo le 9 e 30, con l'obiettivo di verificare il funzionamento del
    più grande acceleratore di particelle del mondo. Per "vedere" i primi
    protoni scontrarsi tra loro e ricreare così le condizioni del Big Bang,
    bisognerà invece aspettare qualche giorno, mentre la piena efficenza
    del Lhc sarà raggiunta solo nel 2009. La prova.
    Nel test di oggi per la prima volta un fascio di particelle ha percorso
    interamente l'anello di 27 chilometri, senza però essere "accelerato"
    dai magnetisuperconduttori e quindi con una velocità inferiore a quella
    prevista per gli esperimenti, che sfiora quella della luce. Nella prova
    preliminare sono stati iniettati fasci di protoni in entrambe le
    direzioni, senza che questi si scontrassero.
    Il problema tecnico.
    Nella notte, durante i preparativi per il test della mattina,
    il Cern aveva comunicato che erano stati rilevati alcuni "piccoli
    problemi elettrici", che non hanno tuttavia impedito lo svolgimento
    dell'esperimento preliminare.

    (10 settembre 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/big-bang-test/cern-ok/cern-ok.htmlLa


    Quanto ci piace l'apocalisse
    di FRANCESCO MERLO

    SE SIETE vivi e ci state leggendo, allora siete già in un altro
    mondo, anche se con le stesse fattezze di quello che è appena finito.
    Ci hanno detto infatti che alla fine del buco nero, nel quale siete
    già precipitati, c'è¨ la terra numero due, anello gemello di ricambio,
    solo apparentemente con gli stessi ingredienti, con lo stesso giornale
    che infatti avete ancora in mano e con gli stessi
    scienziati giocherelloni. Sono infatti loro che in un immenso
    laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine
    tra Francia e Svizzera, stanno sottoponendo il pianeta
    all'accanimento epistemologico, vale a dire alla verifica del big
    bang.

    Secondo informazioni di primissima mano sappiamo che sulla terra
    che é scappata dalla terra mancherebbero soltanto i mutui e gli affitti
    da pagare, Bossi, Carfagna e Gelmini, i piatti da lavare, il mal di
    testa e le partite di calcio. E che il resto si vedrà . Di sicuro non ci
    può essere nuovo mondo senza fine del mondo. Anche gli Stati
    Uniti nacquero per scappare dalla guerra tra Cristo e antiCristo che
    in Europa annunziava appunto la fine del mondo. L'America fu il buco
    nero dei padri pellegrini, la rigenerazione dell'umanità.

    Comunque sia, voi che state leggendo questo articolo, per favore, non
    dimenticate il cielo. Ogni tanto alzate gli occhi per vedere se lassù,
    senza chiasso, il sole non si stia spegnendo o al contrario non si
    stia espandendo. Non é infatti detto che il big bang venga avvertito
    con un rumore, potrebbe trattarsi di uno scuotimento convulsivo
    silenzioso. E dunque la fine del mondo potrebbe anche essere
    piacevole, come un nirvana, un'interruzione di coscienza appena
    percettibile, un sogno.

    Se invece foste morti e non poteste leggerci, se domani non sara
    insomma un altro giorno, ebbene allora sarebbe stata un'eutanasia o
    meglio una 'autanasia', non un suicidio per mettere fine alla
    sofferenza, ma un suicidio per gioco scientifico, per
    un'esplosioneche non serve a nulla se non a provare un'ipotesi
    cosmologica.

    Non é la prima volta che viene annunziata la fine del
    mondo. Anzi, sipuò dire che la storia del mondo é piena di fini del mondo,
    ma certo questa sarebbe la prima fine del mondo tutta umana, una fine del
    mondo laica e secolare, senza sacre scritture, senza Dio e senza
    religioni, innescata in laboratorio, senza paradisi inferni e purgatori,
    senza giudizio universale in ordine alfabetico, ma anche senza
    l'angoscia delle processioni dell'ultimo giorno e delle utopie
    millenaristiche,senza esegesi bibliche o riscoperte di testi aramaici.

    Convinti che ci sia un rapporto stretto tra la scienza e
    leconvinzioni più bizzarre, tra i miti e le scoperte scientifiche,
    tra,per esempio, l'eliocentrismo copernicano e
    l'eliocentrismoprecristiano..., convinti insomma che l'oscurantismo sia
    alla base delsistema solare o, se volete, che il sistema solare legittimi i
    mitioscurantisti, siamo tutti qui ad aspettarla davvero questa fine
    delmondo da 'Large hadron collider' che un gruppo di scienziati ha
    messoin moto e che un altro gruppo di scienziati vanamente ha cercato
    di fermare.

    Entrambi sono ossessionati dalla fine e dal cominciamento,
    propriocome lo erano gli antichi movimenti spiritualistici e
    millenaristici.
    Gli scienziati insomma hanno sostituito l'atomo alla
    preghiera. Sono loro i nostri stregoni, credono nella fine del mondo
    un po' comeKeplero che, grande scopritore dell'orba ellittica del pianeta,
    era,in realtà, un mistico del numero. Credeva nella perfetta geometria
    di Dio, descriveva i demoni e i mostri lunari ma proprio la sua
    passione oscurantista per la geometria gli fece prefigurare lo studio
    dei cristalli. Notò infatti che "ogni volta che smette di nevicare i
    primi fiocchi di neve prendono la forma di un asterisco a sei angoli.
    Perché non a cinque e neppure a sette angoli?".

    E si sa che Voltaire decapitava lumache e che Spallanzani passò la
    vita ad amputare rospi. E se il fisico Charles Wilson non fosse stato
    un fanatico delle nuvole al punto di cercare di fabbricarle in
    laboratorio mai avrebbe messo a punto, senza
    volerlo, quel sistema per trattenere le particelle elementari
    che gli fruttò il Nobel.

    Ecco: se non fossero fanatici della fine del mondo, "alla
    ricerca della particella di Dio" come ha appunto dichiarato James Gillies,
    ilportavoce del Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra, i
    nostri scienziati non avrebbero creato l'appuntamento odierno
    con l'Apocalisse. "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco
    nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio", ha affermato
    il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard
    Karls University.

    Insomma oggi 10 settembre 2008 abbiamo la prova
    finale che la scienza é il prodotto del suo contrario e che il progresso
    scientifico é fatto più di buio che di luce.
    Come sosteneva Leo Szilard, uno dei padri
    della bomba atomica, grande amico di Fermi e di Einstein.
    Nel 1963 Szilard abbandonò la scienza e cercò di convincere un
    miliardarioamericano a finanziare con trenta milioni di dollari all'anno
    unaFondazione per riunire i più grandi scienziati della Terra. Divisi
    indieci comitati di dodici sapienti, essi avrebbero dovuto usare
    la scienza per fermare la scienza o quanto meno per ritardarla,
    ritardando così il ritorno delle tenebre e la nostra fine. E dunque,
    se l'anello gemello all'altro capo del buco nero fosse solo una balla,
    oggi nessuno di noi potrebbe testimoniare che il povero Szilard aveva
    ragione.
    Bang.

    La Repubblica
    (10 settembre 2008)

    ********************************************************


    La scienza post-positivista insegna che nulla si può dire di certo,
    ma solo di probabile e improbabile... D'altronde è possibile anche
    che la fine del mondo accada domani, senza che quelli del Cern
    c'entrino nulla, solo che è molto improbabile...
    Anni fa lessi di un racconto fantascientifico in cui uno scienziato
    aveva inventato una macchina che prevedeva esattamente, al secondo,
    quanto tempo rimaneva all'universo prima della fine del mondo. Molti
    si erano opposti a questa invenzione, che avrebbe devastato
    soprattutto le speranze e le illusioni di molti e, forse,
    finanche l'organizzazione della trama dell'universo; l'inventore però non
    aveva dato ascolto alle critiche ed era andato avanti. La sera in cui
    la macchina doveva essere azionata, e sul cui schermo sarebbero
    comparsi esattamente gli anni, i mesi, i giorni, le ore, i minuti e i
    secondi che mancavano alla fine del mondo, tutti sulla terra erano
    incollati ai televisori per essere testimoni di questo evento storico.
    Lo scienziato azionò la macchina... e il timer segnava 3 secondi...
    poi 2... poi 1...

    nelda



    Pensiero del giorno 10/09/2008.

    "«Nastradin Hodja, quando finirà il mondo?» gli chiesero un giorno
    i suoi discepoli.
    «Ma è molto semplice; vediamo. - rispose lui -
    finirà quando io morirò». E in un certo senso aveva
    ragione:quando un uomo muore, il mondo intero scompare con lui,
    mentre se è vivo, anche il mondo è vivo. C'è di che riflettere!. Sì,
    dipende da voi, dal vostro stato di coscienza, che il mondo sia
    vivo o morto, spirituale o materiale, fine o grossolano, bello o
    brutto.
    Direte: «Ma questo lo sappiamo da tanto tempo!» Ebbene, se lo
    sapete, perché non riuscite a realizzarlo?
    Voi conoscete tutto e non fate niente. Fate qualcosa, decidetevi
    a cambiare i vostri occhiali interiori, affinché il mondo e gli esseri
    diventino per voi veramente vivi!"

    Omraam Mikhaël Aïvanhov


    http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=8129

    http://edition.cnn.com/2008/TECH/09/10/lhc.collider/index.html

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7604293.stm

      La data/ora di oggi è Mar 14 Ago 2018, 13:24