Saperi negati

Raccolta di Scienze, Saperi e Pensieri negati ai più dal Potere e non solo da quello...

Navigazione

Ultimi argomenti


    Zucchero: istruzioni per l'uso!

    Condividere
    avatar
    pinodd

    Numero di messaggi : 926
    Età : 70
    Località : Caprarica di Lecce
    Data d'iscrizione : 09.06.08

    Zucchero: istruzioni per l''uso!

    Messaggio Da pinodd il Mar 23 Set 2008, 12:09

    "Zucchero e consigli sul suo utilizzo"

    Lo zucchero di canna veramente integrale non può essere né giallo molto chiaro, né secco: deve necessariamente essere giallo scuro o marrone e, soprattutto, umido. Alcune aziende etichettano come “grezzo”, “greggio” o “integrale” un prodotto ricoperto da un leggero strato di caramello o melassa e che ha dunque perso quasi tutte le vitamine e i minerali.
    tratto dal libro "Consigli di benessere alimentare" di Pierre Pellizzari edizioni "Il Punto d'Incontro"

    Studi etnologici ed esperimenti con gruppi di volontari (carcerati o degenti in ospedale) hanno dimostrato che l’uso di quantità anche non eccessive di zucchero raffinato (più è raffinato, peggio è) crea un terreno favorevole per la malattia (diabete, disturbi al sistema nervoso, malattie cerebrali, ulcera allo stomaco, ecc.) è la causa diretta di alcune malattie (beri-beri, scorbuto, carie ai denti, osteoporosi, ecc.) e induce sonnolenza, ansie, arteriosclerosi, obesità, ecc. Gli stessi studi hanno mostrato che chi consuma succo di canna da zucchero appena pressata non soffre di questi disturbi.
    Il motivo di questa differenza tra zucchero bianco raffinato (generalmente proveniente dalla barbabietole) e succo di canna integrale è che la raffinazione dello zucchero elimina tutte le parti “buone” (vitamine e minerali) e lascia solo saccarosio puro, che viene anche chiamato “calorie rigorosamente vuote”. Questo saccarosio, da solo, è “pura caloria”, cioè energia, ma si tratta di un’energia concentrata dannosa, un cibo incompleto che viene spesso confuso con i “carboidrati” che invece possiedono un significato molto più ampio. Si potrebbe fare l’analogia con gli effetti benefici del sole paragonati ai danni prodotti dai suoi raggi concentrati con una lente d’ingrandimento o da un’esposizione eccessiva.
    L’assimilazione dello “zucchero” (si intende qui “zucchero bianco” o puro saccarosio) richiede all’organismo un grande apporto di altri minerali, che vengono prelevati dai tessuti e dalle ossa (favorendo quindi osteoporosi e decalcificazioni).
    Va anche segnalato che l’industria della raffinazione dello zucchero impiega ingenti quantità di acidi (acido solforico) e soda caustica, di cui rimangono certamente tracce (almeno a livello omeopatico) nello zucchero bianco raffinato.
    Negli anni ’70 uno studio firmato dai premi nobel Professor Waldorf e Professor Walburg mostrava che una sana alimentazione poteva essere un potente mezzo per contrastare il dilagare delle malattie tumorali e aggiungeva: “Nell’alimentazione lo zucchero svolge un ruolo fondamentale, perché le cellule cancerogene sono avide di zucchero… una forte riduzione del consumo di zucchero rende difficile l’insediamento di tumori..”, ma con “zucchero” qui si intende lo zucchero raffinato o di barbabietola; infatti, alla fine dello stesso testo, leggiamo: “Il cancro è incapace di utilizzare lo zucchero di canna” (e in questo caso si intende zucchero di canna integrale).
    Faccio un’ulteriore osservazione: chi ha nozioni di medicina cinese sa che questa riconosce il tumore come l’espressione dell’eccesso di energia espansiva e che gli zuccheri (sotto tutte le loro forme, quindi anche il miele o la frutta) sono molto espansivi. Questo non significa che il miele o gli zuccheri provochino i tumori, ma che creano un terreno più “favorevole” alle patologie. Segnalo che il sale è contrattivo, motivo per il quale la macrobiotica fa uso abbondante di sale.
    Per questi motivi, le persone che cercano di combattere un tumore dovrebbero evitare il consumo di zucchero e dolciumi. Inoltre, per quanto possibile, e come spiegato nella parte finale di questo libro, dovrebbero cercare di fare delle colazioni salate.
    I consigli riguardanti lo zucchero sono i seguenti:
    1) Evitare sempre lo zucchero (soprattutto quello raffinato e di barbabietola) ed eliminare tutti i cibi in cui viene mascherato o aggiunto. I produttori di alimenti aggiungono zucchero (bianco) quasi dappertutto (verdure in scatola, pane, sughi, succhi, cereali, ecc.). Preferire i cibi con la scritta “senza zucchero”, ma che siano anche privi di edulcoranti chimici. Questo significa, tra l’altro, che occorre eliminare le bevande zuccherine gassate, che in certe famiglie costituiscono il maggior rapporto di saccarosio. Si segnale che tra i produttori di cibi biologici c’è “ La Finestra Sul Cielo”, che ha assunto l’impegno nei confronti dei consumatori di non mettere in vendita prodotti contenenti aggiunte di zucchero (sotto qualsiasi forma).
    Non buttatevi alla cieca sugli zuccheri etichettati (purtroppo anche in negozi di alimentazione biologica) come “zucchero integrale di canna”.
    Lo zucchero di canna veramente integrale non può essere né giallo molto chiaro, né secco: deve necessariamente essere giallo scuro o marrone e, soprattutto, umido. Alcune aziende etichettano come “grezzo”, “greggio” o “integrale” un prodotto cristallizzato giallo, che è totalmente o parzialmente raffinato, cristallizzato a caldo, ricoperto poi da un leggero strato di caramello o melassa e che ha dunque perso quasi tutte le vitamine e i minerali, pur mantenendo il pregio di essere di canna ed, eventualmente, di agricoltura biologica.

    Lo zucchero integrale ha un leggero retrogusto di liquirizia, non è cristallizzato, è polveroso o granuloso, deve essere scuro e umido, è anche chiamato “panela”, “mascobado” o “Rapadura”, cioè è il primissimo zucchero che si estrae dal succo di canna.
    Quando lo zucchero o il sale sono integrali, sono leggermente umidi e, se lasciati all’aria, si impaccano e formano un blocco; ciò è dovuto alla presenza di minerali (magnesio e potassio), che sono igroscopici e che catturano l’umidità dell’aria.
    La certificazione “biologico” garantisce che lo zucchero provenga da coltivazioni in cui non sono stati usati prodotti chimici dannosi.
    Diffidate anche degli zuccheri scuri etichettati come “zucchero integrale” (senza che vengano specificati i termini “di canna” e “biologico”) e venduti nei supermercati: spesso questi sono zuccheri (di barbabietola) raffinati, ai quali è stata aggiunta una percentuale di caramello o melassa. Per essere sicuri, scegliete il prodotto migliore e più genuino, certificato biologico, etichettato come “zucchero biologico integrale di canna”.
    Non sono l’unico ad aver visto bambini del Sud-America, che vivono vicino a un frantoio di canna da zucchero e che succhiano tutto il giorno la canna da zucchero o mangiano continuamente “panela”, che hanno denti stupendi e perfetti, mentre i loro coetanei, anche connazionali, che vivono in città e mangiano lo zucchero (raffinato) hanno una dentatura disastrosa.
    Leggete bene questo (non state sognando): l’associazione francese di Odontostomatologia Preventiva ha confermato i lavori di vari dentisti (tra cui il dottor Weston Price e il dottor Beguin), secondo i quali “lo zucchero integrale di canna rappresenta uno degli elementi essenziali nella prevenzione della carie dentaria”.
    Comunque, se conducete una vita sedentaria, se potete, eliminate totalmente qualsiasi tipo di zucchero-saccarosio, sostituendolo con malto (quello di riso ha un gusto meno forte) oppure miele (a condizione che questo sia certificato biologico o che l’apicoltore vi garantisca di non aver usato antibiotici nella arnie né nutrito le api con lo zucchero, né aggiunto sciroppo di zucchero per aumentare la quantità di miele).
    2) Non usare edulcoranti. Quasi tutti sono nocivi per l’organismo, che non li riconosce come prodotti “naturali” e non riesce a elaborarli. Verranno incapsulati e stoccati come tossine nel tessuto connettivo. Alcuni edulcoranti sono anche sospettati di essere cancerogeni. Può succedere (nei biscotti non biologici o in bibite “light”) che i prodotti che recano l’etichetta “senza zucchero” contengano invece edulcoranti nocivi (aspartame o simili); non comperateli!
    Recenti studi mostrano che l’aspartame facilita o provoca l’insorgenza del morbo di Parkinson. L’aspartame, prodotto dalla Monsanto, è un neurotossico (vietato in Giappone), che provoca il degrado dei tessuti nervosi produttori della dopamina (l’antidepressivo naturale del cervello). Il fruttosio (zucchero estratto dalla frutta) è invece un dolcificante privo di controindicazioni.
    3) Prendere l’abitudine di compensare l’uso di zucchero (se non si riesce a farne a meno), ingerendo contemporaneamente un pizzico di sale marino integrale. Questo fornirà i minerali necessari per la digestione dello zucchero, senza che vengano sottratti minerali preziosi all’organismo.
    4) Se proprio si vuole fare uno strappo alla regola e “regalarsi” qualcosa di zuccherato (come un gelato), è bene prenderlo fuori dai pasti, da solo, in modo da impedirne la fermentazione e favorirne l’assimilazione immediata.
    5) Anche il tabacco (di produzione industriale) costituisce un apporto di zucchero. Questo è un ulteriore motivo per evitarne il consumo.
    6) La melassa (di canna o di barbabietola) è un sottoprodotto della lavorazione dello zucchero, non adatta alla cristallizzazione, simile alle vinacce e ai vinaccioli, sottoprodotti del vino. E’ uno sciroppo scurissimo, quasi nero, con un profumo e retrogusto di liquirizia, di sapore dolce, piacevole, leggermente amaro. Si tratta di un eccellente alimento salutistico. La sua composizione è questa: saccarosio (44%), altri zuccheri come fruttosio, glucosio, ecc. (25%), fibre (30%). E’ ricchissimo di vitamine (soprattutto B) e di minerali. Purtroppo non è facile trovarla in Italia. Attenzione al prodotto messo in commercio come “melassa di panela”: anche in questo caso c’è un inganno (purtroppo esistono anche nel mondo del biologico). Non si tratta infatti di melassa, ma di zucchero panela reso liquido con l’aggiunta di acqua.
    Note sull'Autore
    Pierre Pellizzari nasce nel 1950 in Belgio, dove si laurea in Ingegneria Mineraria. Quasi contemporaneamente ottiene un diploma di educatore socio-sanitario. Dopo aver vissuto due in Ecuador (Sud-America), nel '79 si trasferisce in Italia. Si interessa sempre più di salute, benessere, consapevolezza, meditazione, seguendo numerosi seminari, corsi e gruppi. Assieme ad amici crea l'associazione "Il Quarto Chakra" e un metodo di trattamento rilassante in acqua termale, l'"Aqua-Healing". Dal 1990 decide di dedicarsi totalmente alle riflessoterapie e segue studi di Naturopatia e di Nuova Medicina.
    Fonte: http://www.ilnuovomondo.it/artzuccheroconsigli.htm

      La data/ora di oggi è Mar 21 Nov 2017, 20:24