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    MORTE E COSCIENZA.

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    nelda

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    MORTE E COSCIENZA.

    Messaggio Da nelda il Mar 14 Ott 2008, 01:04

    MORTE E COSCIENZA


    Tra la morte clinica e la morte ampiamente intesa c'è di mezzo la coscienza.
    Di questo si sta accorgendo anche la scienza con il suo Progetto di Coscienza Umana
    (The Human Consciousness Project(SM): Nuovi Paradigmi nella Scienza della Coscienza.
    Chissà se a qualcuno di questi studiosi verrà im mente di leggersi il Bardo, il libro
    tibetano dei morti?



    Il Progetto Sulla Coscienza Umana è un consorzio internazionale di scienziati
    e di medici pluridisciplinari che hanno unito le forze per indagare la natura della
    coscienza e del relativo rapporto con il cervello, così come i processi
    neuronali che mediano e corrispondono alle differenti sfaccettature della
    coscienza. Il Progetto sulla Coscienza Umana intraprenderà i primi studi
    scientifici su grande scala a livello mondiale riguardo a che cosa accade quando
    moriamo e al rapporto fra la mente e il cervello durante la morte clinica. Le
    diverse competenze delle squadre di esperti variano dall'arresto cardiaco, alle
    esperienze di pre-morte e dalla neuroscienza al neuroimaging, la cura terminale,
    la medicina di emergenza, l'immunologia, la biologia molecolare, la salute
    mentale e la psichiatria.

    Il mistero di che cosa accade quando moriamo e
    la natura della mente umana hanno affascinato l'umanità dall'antichità ad oggi.
    Anche se considerata tradizionalmente una materia da dibattito filosofico, gli
    avanzamenti nella scienza moderna e in particolare la scienza della rianimazione
    hanno ora permesso un metodo obiettivo e scientifico per cercare le risposte a
    queste domande stringenti, che includono implicazioni diffuse non solo per la
    scienza, ma anche per tutta l'umanità.

    Dagli anni 50 e 60, i miglioramenti notevoli nelle tecniche di rianimazione hanno
    condotto a più alti tassi di sopravvivenza per i pazienti che sperimentano l'arresto cardiaco.
    Sebbene molti studi si siano focalizzati sulla prevenzione e sul trattamento
    medico acuto dell'arresto cardiaco, relativamente pochi hanno cercato di
    esaminare il funzionamento conoscitivo e la condizione della mente umana sia
    durante, che a seguito dell'arresto cardiaco stesso. Lo studio approfondito di
    tali pazienti, tuttavia, potrebbe servire non solo come la sfaccettatura più
    intrigante della rianimazione cardiopolmonare ma può condurre a progressi
    significativi nel migliorare la cura medica mentre affronta efficacemente la
    questione mente-cervello.

    Oggi, la maggior parte degli scienziati,
    tradizionalmente, hanno adottato una visione monista della questione
    mente-cervello, sostenente che la mente, la coscienza e il sé umani sono
    nient'altro che dei sottoprodotti dell'attività elettrochimica all'interno del
    cervello, nonostante la mancanza di alcuna prova scientifica o persino di una
    plausibile spiegazione biologica su come il cervello condurrebbe allo sviluppo
    della mente e della coscienza. Ciò ha condotto alcuni ricercatori prominenti,
    quale il nobel neuro scienziato
    John Eccles a proporre una visione dualista
    del problema, sostenendo che la mente e la coscienza umane possano in
    effetti costituire un'entità separata e non scoperta, oltre al cervello.

    Al contrario della percezione popolare, la morte non è un momento specifico,
    ma un processo ben definito. Da un punto di vista biologico, l'arresto cardiaco
    è sinonimo di morte clinica.
    Durante un arresto cardiaco, sono presenti tutti e tre i test di verifica di morte clinica:
    il cuore arresta il battito, i polmoni smettono di lavorare e il cervello cessa
    di funzionare. Successivamente, c'è un periodo di tempo - che può durare da
    alcuni secondi fino ad un'ora o più a lungo - durante il quale gli sforzi medici
    di emergenza possono riuscire a resuscitare il cuore ed invertire il
    processo di morte. Le esperienze che gli individui subiscono
    durante questo periodo di arresto cardiaco forniscono una finestra unica per
    capire che cosa tutti, probabilmente, andremo a sperimentare durante
    il processo del morire
    .

    Negli ultimi anni, un certo numero di studi
    scientifici intrapresi da ricercatori indipendenti ha rilevato che almeno un
    10-20 per cento degli individui che subiscono un arresto cardiaco riportano un
    pensiero lucido e ben-strutturato, sono ragionanti, hanno delle memorie e alcune
    volte un ricordo dettagliato del loro arresto cardiaco. Ciò che rende queste
    esperienze notevoli è che mentre gli studi sul cervello durante l'arresto ci
    dicono ripetutamente che non c'è attività cerebrale durante questo periodo,
    questi individui hanno riportato segnali di percezioni dettagliate che sembrano
    indicare la presenza di un alto livello di coscienza in assenza di attività
    misurabile del cervello.

    Questi studi sembrano suggerire che la mente e la coscienza umane possano,
    in effetti, funzionare in un momento in cui i test di verifica clinici della morte
    sono completamente presenti e il cervello ha cessato il suo funzionamento.
    Se questi più piccoli studi possono essere replicati e verificati con quelli più
    definitivi su grande scala del Progetto sulla Coscienza Umana, possono non
    solo rivoluzionare la cura medica dei pazienti criticamente malati e lo studio
    scientifico della mente e del cervello,
    ma possono anche sostenere profonde implicazioni universali per la nostra
    comprensione sociale della morte e del morire.



    fonte: www.mindbodysymposium.com/human-consciousness-project.html
    Traduzione: Elsa Nityama Masetti

      La data/ora di oggi è Gio 16 Ago 2018, 03:14