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    Le piante possiedono una memoria?

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    nelda

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    Le piante possiedono una memoria?

    Messaggio Da nelda il Mar 21 Ott 2008, 03:36

    Le piante possiedono una memoria?
    Sono in grado di “sentire”?






    Cleve
    Backster è stato tra gli esperti più rinomati nell’uso della macchina della
    verità. Nel 1966 ebbe l’idea di applicare gli elettrodi di una di queste
    macchine ad una pianta d’appartamento per vedere se si manifestassero delle
    reazioni. Scoprì così alcune cose estremamente sorprendenti…






    E’ verosimile che le piante pensino? Sono
    in grado di ricordare episodi del passato?

    Di grande effetto furono poi ulteriori
    esperimenti:


    • una pianta scoprì l’età di un uomo;
    • le piante ricordarono degli episodi accaduti e riuscirono a trovare
      esattamente la persona giusta…



    Le piante sono in grado di pensare:
    Backster ricevette un giorno la visita di un giornalista.
    Con l’aiuto del suo galvanometro che aveva collegato ad un Filodendro (pianta
    rampicante), volle scoprire l’anno di nascita del reporter.
    Backster elencò una serie di anni ai quali il giornalista doveva, come
    d’accordo, rispondere ogni volta con un monotono “no”. A test terminato Backster
    lesse il risultato del diagramma: la pianta aveva percepito esattamente
    quando il reporter aveva mentito scoprendo così quanti anni egli avesse.


    Le piante possiedono una memoria?
    Esperimenti analoghi sulle piante sono stati effettuati nell’ex Unione Sovietica. Gli studiosi di Akademgorok sono certi che le piante
    abbiano una memoria! Secondo loro infatti, esse sono in grado di memorizzare
    impressioni/sensazioni per un periodo di tempo considerevole. A questa
    conclusione giunsero in seguito ad un esperimento compiuto su una pianta di
    Geranio, che era stata maltrattato da un uomo il quale aveva inciso alcune
    foglie con un ago, le aveva poi cosparse di acido oppure le aveva bruciate. Un
    altro uomo invece, si era preso cura di lei in modo molto amorevole: la bagnava,
    smuoveva il terriccio e curava le sue ferite. Al termine di questa terapia da
    shock, la pianta venne collegata alle apparecchiature di misurazione… Non appena
    le si avvicinò il suo torturatore, il plotter iniziò a scrivere in modo incontrollato - essa fu presa letteralmente dal panico. Quando invece questi si allontanò e le venne
    incontro il suo benefattore, la pianta si
    calmò rapidamente.

    Le piante possono ricordare episodi del
    passato?
    In un altro laboratorio sei studenti bendati tirarono a sorte. Ad uno di essi toccò il compito di recarsi nella stanza
    adiacente dove si trovavano due piante: egli dovette estirpare e calpestare una delle due. La cosa doveva avvenire in segreto e, oltre
    alla seconda pianta, non dovevano esserci altri testimoni. La pianta fu quindi
    collegata ad una macchina della verità e gli studenti furono fatti entrare
    singolarmente nella stanza. Davanti a cinque studenti la pianta non dette alcun
    cenno di reazione, ma non appena si avvicinò il “colpevole”, il galvanometro sussultò notevolmente.

    “E’ un dato di fatto che l’uomo possa comunicare con le piante, in quanto sono esseri viventi collegati a noi attraverso i campi morfici. Ci possono apparire sorde, mute e cieche, ma non c’è alcun dubbio sul
    fatto che le piante siano esseri estremamente sensibili in grado di percepire
    anche i sentimenti umani.”


    Dott. Marcel Vogel
    Le piante crescono meglio con la musica ed hanno imparato a
    contare.

    I sensazionali risultati di questi esperimenti
    indussero 7000 scienziati a richiedere a C. Backster la relativa documentazione.
    Numerosi scienziati iniziarono a loro volta a condurre esperimenti sulle piante
    ed aumentarono quindi le notizie del tipo: “un albero inizia a tremare se si
    avvicina il tagliaboschi”, oppure “le carote reagiscono impaurite alla vista di
    un coniglio”, e ancora “le piante crescono meglio se ci si rivolge loro in modo
    gentile”.


    Le piante crescono meglio con la musica.
    Il prof. Indiano T.C.N. Singh, fornì la prova che i fiori e perfino campi interi
    “trattati” periodicamente con la musica, crescono in modo molto più rigoglioso,
    sia a livello delle piante stesse che dei loro frutti. Nei suoi esperimenti egli
    “inondò” le sue piante da vaso con onde sonore e constatò una cosa sorprendente:
    dopo otto settimane di musica le foglie erano aumentate del 22% ed i
    fiori del 52%!
    L’esperimento consisteva nel trasmettere della musica
    per mezz’ora al giorno con l’aiuto di un giradischi ed un altoparlante, e fu
    inoltre possibile concludere che vi sono differenze anche in base al genere di
    musica. Se da una parte infatti, esse mostrarono decisamente di gradire la
    musica classica, quella jazz, rock e country si dimostrò invece inibitrice della
    crescita.

    Le piante hanno imparato a contare.
    I coniugi Hashimoto sono riusciti ad insegnare ad un cactus a contare ed a
    sommare fino a venti.
    Alla domanda quanto fa 2x2 ad esempio, la pianta
    rispose con dei toni che, una volta decodificati, diedero luogo a quattro ben
    distinte oscillazioni, una accanto all’altra.

    Un cactus modificò la sua forma convinto da qualcuno a
    farlo.
    Uno dei ricercatori più di successo, l’americano Luther Burbank, parlava alle sue piante come fossero sue buone amiche. Così facendo,
    egli riuscì ad ottenere un cactus privo di spine.Burbank confidò al famoso Yogi
    Paramahansa Yogananda, di parlare spesso con le sue cactacee per avvolgerle in
    un’aura di amore, dicendo loro: “non dovete avere paura, non avete bisogno delle
    vostre spine perché io vi proteggerò.”
    Ci vollero anni ma alla fine Burbank
    poté sfoggiare il suo cactus senza spine.

    Ulteriori esperimenti dimostrarono che le piante e le persone che si prendono cura di loro, sono legate da un rapporto molto stretto che permane anche a distanza. Una conoscente di Backster fece un
    viaggio di 3000 miglia attraverso l’America e ad ogni atterraggio esuccessivo
    nuovo decollo, le piante reagivano alle sensazioni di paura della persona che le
    accudiva. Essa infatti aveva una paura incontrollata di volare. Backster decise
    quindi di spostare le piante e di metterle in una gabbia di Faraday, nonché in
    un contenitore di piombo isolato.
    Tutte queste schermature si rivelarono
    però completamente inutili
    , poiché nessuno di questi accorgimenti fu in
    grado di spezzare l’unione tra questa persona e le sue piante.

    Che spiegazione dare a questi
    esperimenti?
    Già nella newsletter precedente, nella quale abbiamo parlato dell’acqua e degli esperimenti di Masaru Emoto, avevamo detto che
    i pensieri sono una forma particolare di energia. Si tratta di un’energia molto sottile, invisibile all’occhio umano ma misurabile con
    apparecchiature specifiche; il primo a farlo fu nel 2002 il Prof. Roger Nelson
    dell’Università di Princeton negli USA.

    Le piante, gli uomini e gli animali, sono collegati tra loro attraverso i cosiddetti campi morfici. Il biologo H.C. Waddington, dedusse dalle sue ricerche sui campi morfogenetici che “la natura possiede una memoria” ed il naturalista Rupert Sheldrake
    confermò questa asserzione con i risultati delle proprie ricerche:
    esiste un collegamento di tipo telepatico che unisce tra loro tutti gli esseri viventi.”

      La data/ora di oggi è Mer 22 Nov 2017, 23:16