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    Scie Chimiche: intervista a Rosario Marciano'

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    Messaggio Da pinodd il Gio 11 Set 2008, 21:26

    Intervista a Rosario Marcianò -prima parte-


    Rosario Marcianò, Presidente del Comitato nazionale contro le scie chimiche Tanker, rilascia in esclusiva un'intervista ad Altrogiornale.org

    p. Ciao Rosario come stai?

    R.M. Bene pasgal, spero anche tu.

    p. Allora possiamo iniziare. Rosario, vogliamo spiegare che cosa sono le scie chimiche?

    R.M. Pasgal, innanzitutto ti ringrazio dello spazio che dai a questo tema. Permettimi anche di esprimerti la mia stima per il tuo lodevole lavoro. Vorrei salutare e ringraziare lo Staff di Altrogiornale.org, un ottimo sito di informazione veramente libera.

    Passiamo alle scie: prima, però, a costo di apparire pedanti, è necessaria una premessa sulla differenza tra scie di condensazione e scie chimiche. Bisogna in primo luogo chiedersi che cos'è una scia. È “una zona di fluido (liquido o gassoso) situata immediatamente dietro un solido in movimento relativo rispetto al fluido stesso, caratterizzata dal fatto che in essa il moto è prevalentemente formato da vortici. Tipici esempi di scie sono i solchi spumeggianti che un natante veloce lascia nell’acqua dietro di sé (acqua ferma e solido in moto)…, le scie di condensa che segnalano il passaggio di un jet (aria ferma e solido in movimento). Queste ultime sono provocate dalla condensazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione del carburante causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura che si riscontrano ad alte quote di volo (umidità uguale e superiore al 70 per cento, temperatura inferiore a 40 gradi sotto zero, altitudine superiore ad almeno 8000 metri).

    La composizione ed il comportamento delle scie dipendono principalmente dalla forma del solido, dalla viscosità e dalla densità del fluido, dalla velocità relativa e dall’angolo secondo il quale essi si incontrano.
    Nel caso degli aeromobili, per esempio, la scia è animata da moti vorticosi che diventano più marcati in corrispondenza delle variazioni della sagoma dell’aeromobile (per esempio, nell’intersezione tra ala e fusoliera)”. Sebbene le contrails contengano anche residui inquinanti dei gas incombusti (ossidi di azoto, in primis; una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate!), esse non sono generate deliberatamente, a differenza delle scie chimiche, assai più dannose delle comunque non innocue scie di condensa.

    p. In che cosa le scie di condensazione si distinguono da normali nuvole?

    Continua al link: mediafire.com ?zzxygvjt19x
    marta
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    Messaggio Da marta il Sab 13 Set 2008, 18:47

    Le prove incontrovertibili



    Tutto, ma proprio tutto, l'impianto probatorio di Marcianò e Santacroce si basa sulla loro asserzione di aver avvistato degli aerei che rilasciano scie a quote dove è impossibile che si formi una normale scia di condensazione. Ma come hanno misurato le quote degli aerei chimici? Radaraltimetro? Telemetri di precisione? Intercettazione dei transponder? Nossignori.

    Con una penna laser. Giuro. Marcianò ha puntato un puntatore laser, di quelli da conferenza grandi come una biro, in direzione di un aereo, ed è convinto che il raggio abbia davvero illuminato l'aereo. Siccome sulla scatola della penna laser c'è scritto che la portata massima del raggio è 3500-4000 metri, Marcianò conclude che il suo raggio laser, avendo (secondo lui) illuminato l'aereo e la sua scia, ha misurato la quota dell'aereo. Ergo, l'aereo era al massimo a 4000 metri, e a 4000 metri (secondo gli sciachimisti) non si possono formare scie di condensazione. Quindi dev'essere stata una scia chimica.

    Ha anche portato un filmato che lo dimostra. Ma se si guarda lo sgranatissimo video con un attimo di raziocinio, si nota che in realtà il raggio della penna laser si diffonde e disperde nell'aria davanti alla telecamera, incrociando la scia dell'aereo solo visivamente. Il sensore della telecamera, tirato per il collo perché in ripresa notturna con lo zoom a paletta, combina la fioca luce della scia con quella del puntatore nel punto in cui il raggio laser passa davanti alla scia, ed ecco che la scia sembra magicamente illuminata. Un classico.

    L'illusione più spettacolare, però, è il fotogramma in cui sembra che il raggio intercetti un'ala del malefico velivolo. Se avete registrato la puntata, riguardate la scena, o guardate l'immagine realizzata da Marcianò che mostro qui sotto.


    Scie Chimiche: intervista a Rosario Marciano' Immagine+14 Se quello fosse davvero il raggio laser che intercetta l'ala, dovrebbe formare un alone circolare. Invece è una linea allungata... situata, guarda caso, proprio dove l'aereo ha le luci intermittenti di posizione. E allungata, guarda caso, proprio nella direzione in cui si sta muovendo l'aereo.

    Coincidenza, oppure Marcianò ha scelto un fotogramma nel quale casualmente il suo fascio laser passa (visivamente) davanti alla luce di posizione e la telecamera combina le due sorgenti luminose?

    Parliamoci chiaro: per illuminare un aereo in volo non basta una penna laser. La potenza di un puntatore laser da taschino, anche nella versione verde vantata da Marcianò, è talmente bassa che il fascio si disperde entro poche centinaia di metri, checché ne dica il foglietto illustrativo. E' fisica di base, suvvia.


    Altro esempio: avete presente quelle luci da discoteca che illuminano le nuvole basse? Avrete notato, allora, che sono alimentate da qualcosa di ben diverso dalle batterie tascabili di un puntatore laser. Succhiano kilowatt come sanguisughe. Marcianò, tuttavia, ritiene di poter illuminare un aereo con un laser da una manciata di milliwatt alimentato da due ministilo da 1,5 volt.

    Se non siete convinti dell'implausibilità della faccenda, c'è una prova molto semplice da fare: Marcianò si mette a 4000 metri di distanza da una troupe di Rebus e prova a illuminarla, di notte, con la sua mitica penna laser. Scommettiamo che non si vede niente? Gli stessi video di Marcianò su Youtube dimostrano che il raggio della penna laser è ridotto a un lumicino già a 1600 metri.

    I due sciachimisti hanno usato anche un altro metodo iperscientifico per determinare le quote degli aerei: le nubi. Dicono che siccome le nubi di un certo tipo si formano sempre a una certa quota, se vediamo un aereo che fa una scia mentre passa sotto una di queste nubi, sappiamo che l'aereo sta volando sotto la quota di quelle nubi.

    Idea carina, ma si scontra con la variabilità delle quote di formazione delle nubi e con l'abilità (o mancanza della medesima) nel riconoscere esattamente il tipo di nube. A supporto di questo sistema macchinoso, oserei dire goffo ed erratico per fare una citazione colta, i due sciachimisti portano un filmato di un aereo che rilascia una scia sotto una nube. Di che tipo è la nube, e a che quota era? Quali erano le condizioni meteo di pressione, temperatura, umidità relativa in quota? Boh. Loro non ce lo dicono.

    In realtà ci sarebbe un metodo assai più preciso della penna laser o della nuvoletta: si chiama triangolazione, ed è quello usato da tempo immemorabile per misurare l'altezza degli oggetti (montagne, nuvole, meteore, eccetera). Due osservatori si mettono a una distanza precisa l'uno dall'altro e osservano entrambi lo stesso oggetto (l'aereo, in questo caso) nello stesso istante, misurando l'angolo di elevazione. Oppure si usa il teorema di Talete (H/D+d = h/d).

    Due conticini di trigonometria da prima geometri, e il gioco è fatto. Non c'è neppure bisogno di una penna laser che fa tanto high-tech; per una valutazione spannometrica bastano due goniometri e due fili a piombo. Strano che dei ricercatori così abili non ci abbiano pensato e abbiano preferito penne laser e nuvole.
    marta
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    Messaggio Da marta il Sab 13 Set 2008, 18:48

    E ANCORA:

    straker:
    un esperimento durante il quale un razzo ha disperso trimetilalluminio [ C6 H18 Al2 ], usato come comburante.

    Il trimetilalluminio è semmai un COMBUSTIBILE. Come sempre, tecnicismi usati a spoposito.

    straker:
    La caratteristica notevole è che il trimetilalluminio è in forma liquida (quindi può essere stoccato nei serbatoi)

    Già, ma al di sotto dei 15C solidifica.
    Evidentemente qui da noi, da ottobre a marzo, usano qualcos'altro.

    straker:
    e reagisce spontaneamente con l'umidità dell'aria.

    Prima di arruvare alla poca umidità dell'aria, arriva al molto ossigeno, e s'incendia spontaneamente.
    Cosa che, oltretutto, lo rende molto pratico e sicuro da usare.

    straker:
    aumentando di volume, così come accade, ad esempio, con la schiuma epossidica.

    Piccola confusione tra la schiuma epossidica, che è solida, e i fumi di ossido di alluminio, che si formano dalla reazione.
    Qualcuno mi spiega come si calcola il volume di un fumo?

    straker:
    e si trasforma in ossido di alluminio, in polvere finissima, quando viene a contatto con l'aria, dopo essere stato nebulizzato.

    Non occorre nebulizzarlo. si trasforma da sè.

    straker:
    Inoltre è un composto altamente infiammabile, per cui riteniamo che venga usato come additivo per il carburante.

    Cosa "loro" ritengono è problema loro.

    straker:
    Bisogna rilevare che tra le principali forniture militari sia dell'unione europea sia statunitensi figura proprio il trimetilalluminio.

    Nel link da "loro" fornito ho contato più di 200 sostanze chimiche, tra le "principali forniture".
    Non oso pensare quante siano se mettiamo anche le "secondarie".

    straker:
    L'incremento di volume delle scie avviene a causa di una reazione del trimetilalluminio con l'umidità atmosferica residua che viene catturata nella fase di espansione delle sostanze disperse.

    Come prima, il TMA reagisce prima con l'ossigeno che con l'acqua.


    straker:
    Per ogni mole di alluminio, pari a 26 grammi...

    "mole di alluminio"... altro bel tecnicismo... Comunque c'ha azzeccato. E' corretto.
    Solo che una mole di Al sono 26.98 grammi. Se si vuole approssimare è più sensato dire che sono 27.
    Non che sia importante. E' solo sintomo della scarsa pratica con quelle cose che sono i calcoli


    straker:
    ...si formano 3 moli d'acqua pari a 54 grammi (più del doppio).

    Quel rumore forte che si sente è Lavoisier che si rotola nella tomba (quello più debole è la sua testa).
    Da una mole di Al presente come TMA si ottengono 4.5 moli di acqua.
    E poi che senso ha riferirsi all'alluminio e non al TMA tal quale?
    Infine decidiamoci. Il TMA l'acqua la cattura o la produce?

    straker:
    Quando osserviamo l'espansione progressiva delle scie, ciò è dovuto al trimetile che via via reagisce con l'ossigeno dell'aria, liberando acqua.

    Fino a poco fa il TMA reagiva con l'acqua. Ora la pruduce perché (correttamente) reagisce con l'ossigeno.
    Non capisco però quel "via via", visto che s'incendia immediatamente, specie se disperso.

    straker:
    e che è poi il risultato che vediamo: scie che si allargano in modo spropositato anche se non si raggiungono i valori di umidità sufficienti alla cosidetta (mistificazione della N.A.S.A.) sovrasaturazione.

    Ma non ha detto lui (anzi "loro") che liberando acqua si forma la scia che si vede? Mah...

    straker:
    NB: l'acqua di combustione del cherosene è molto inferiore in quantità

    Non si sente più rumore.
    Lavoisier s'è suicidato.
    Un kg di TMA, bruciando, forma un po' più di 1200 g di acqua.
    Un kg di cherosene, circa 1480 (dipende dall'esatta composizione: da 1470 a 1500 circa).
    Che circa un 20% in più sia "molto inferiore" credo sorprenda molti, anche se non corrotti o minacciati dalla CIA.
    I dati non cambiano di molto considerando i volumi (la densità è molto simile per il TMA e per il cherosene).

    straker:
    ...genera le normali scie di condensazione (laddove siano presenti le condizioni di quota, pressione, umidità relativa, temperatura) che non si espandono mai, ma si dissolvono in pochi secondi.

    Tu l'hai detto.

    straker:
    Perciò si può supporre che i tankers disperdano trimetilalluminio che ha densità di circa 700Kg per metro cubo.

    A "loro" piacciono le cose supposte.

    straker:
    Il trimetilalluminio brucia "senza fiamma" ...

    No, no. La fiamma la fa. E anche il fumo.

    straker:
    con una reazione chimica con l'ossigeno dell'aria come comburente.

    Ok. S'è ripreso. Ora il comburente è tornato l'ossigeno e il TMA (si spera) è il combustibile.
    Ma basta solo la disinvoltura con cui si usa un termine o l'altro a dimostrare l'assoluta incompetenza di chi scrive.
    marta
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    Messaggio Da marta il Sab 13 Set 2008, 18:50

    E ANCORA

    Da diverso tempo circola su Internet la teoria delle cosiddette scie chimiche (in inglese chemtrails). Secondo questa teoria, alcune delle scie lasciate in cielo dagli aerei sarebbero differenti da quelle normali. Quelle normali sono sostanzialmente composte da goccioline d'acqua o cristali di ghiaccio d'acqua e sono quindi assimilabili alle nuvole (in particolare ai cirri), mentre le scie chimiche sarebbero (cito da questa pagina di Sciechimiche.org )



    "scie di sostanze chimiche nebulizzare [sic] nell'aria tramite sistemi di irrorazione montati su aereoplani [sic] che non appartengono al normale traffico aereo. Queste sostanze vengono irrorate a diverse altezze a seconda degli scopi per cui vengono utilizzati."

    E quali sono questi scopi? Secondo le pagine Web dei sostenitori della teoria, che chiamerò per brevità sciachimisti (absit iniuria verbis), si va dalle operazioni militari per creare una sorta di gigantesca, tossica antenna temporanea in cielo a un "progetto volto a rallentare il preoccupante aumento della temperatura terrestre".

    Ma ci sono anche ipotesi ancora più preoccupanti: la cosiddetta "ipotesi Monsanto", per esempio.


    "Vaste aree agricole dopo la comparsa delle scie, sono state letteralmente bruciate e il terreno reso pressoché sterile…ai normali semi ovviamente, non a quelli standardizzati per quel tipo di condizioni."

    Semi che, ovviamente, verrebbero venduti in esclusiva dalla Monsanto con lauti profitti.

    Se non vi soddisfa questo scenario, potete sempre attribuire alle scie chimiche effetti ancora più nefasti:


    "Alcuni sospettano che il governo statunitense, d'accordo con altri governi coinvolti nel programma, stia autorizzando il rilascio graduale di bio agenti, allo scopo di vaccinare le popolazioni dall'alto. Questo, potrebbe talvolta essere la causa di malattie (SARS, AVIARIA) arrecate a qualche persona ammalata dal vaccino stesso"

    Un'accusa mica da ridere. E c'è di più. Dice Sciechimiche.org:


    "si pensi alla strana epidemia di patologie respiratorie che ha colpito da qualche mese, circa il 40% della popolazione italiana!"

    Capito? Il freddo, il fumo di sigaretta e l'inquinamento cittadino non c'entrano nulla. Se vi viene il mal di gola, non è perché avete lasciato a casa la sciarpetta. E' tutta colpa delle scie chimiche.

    Ma ancora non basta. Gli sciachimisti sostengono che le scie chimiche "possano davvero fare parte di un programma atto a ridurre il numero della popolazione". E linkano un articolo di una vecchia conoscenza undicisettembrina, Maurizio Blondet , che descrive un'inquietante proposta di eliminare quattro miliardi di persone. Perché? Perché i carburanti fossili si stanno per esaurire, e non bastano per tutti. Per non parlare dei parcheggi in centro.

    Ovviamente si tratta di progetti ultrasegreti, dei quali soltanto gli sciachimisti sono a conoscenza, in ossequio a un'inossidabile tradizione del complottismo: il complottista è un avanguardista, un orgoglioso e inquieto depositario di un sapere che gli altri ancora non hanno l'intelligenza di cogliere, e quindi si sente superiore a noi imbecilli che non sappiamo e che pensiamo che le scie chimiche siano quelle di chi ha mangiato troppi broccoli e fagioli.

    I sostenitori delle scie chimiche hanno anche identificato il modus operandi di queste irrorazioni venefiche:


    "non si tratta né di aerei di linea né commerciali, poiché spesso transitano in zone in cui il traffico aereo è inesistente e soprattutto ignorano i limiti di quota e distanza che regolano la sicurezza di volo. Inoltre sono stati fotografati sia in volo sia in aeroporti, sono spesso aerei bianchi senza insegne, cisterne dei cieli normalmente usate per rifornire di carburante i caccia da guerra in quota, ma che a quanto pare possono essere adibite ad altro scopo." (fonte )

    Non solo: sanno anche esattamente chi c'è dietro:


    "In altri paesi, come il Canada, molte persone si sono già mobilitate e hanno scoperto l'implicazione dei militari americani dietro questo progetto." (fonte )

    Notate la certezza con la quale esprimono l'accusa: non dicono "potrebbero esserci dietro i militari, magari gli americani", ma dicono chiaro e tondo "hanno scoperto l'implicazione dei militari americani". L'accusa è precisa ed è fornita senza spazio per dubbi o equivoci sull'identità dei colpevoli.

    E' a questo punto che scatta il Principio della Talpa Suicida, valido per tante ipotesi di complotto oltre a questa: se hai davvero scoperto i terribili segreti di una banda di assassini pronti a tutto e vuoi rivelarli, forse pubblicarli su Internet con sotto il tuo nome e cognome è un tantinello incauto.

    Gli sciachimisti sono venuti a conoscenza (dicono) di un piano segretissimo degli americani per inquinare il pianeta e forse far fuori quattro miliardi di persone. Se gli americani sono disposti a far schiattare oltre metà dell'umanità, non si faranno certo scrupoli a far fuori senza troppi complimenti chiunque spifferi i loro piani in un rintracciabilissimo sito Web o si avvicini anche solo vagamente alla verità, giusto?E allora come mai gli sciachimisti sono ancora vivi e liberi di parlare?
    marta
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    Messaggio Da marta il Sab 13 Set 2008, 18:51

    Origini



    Una volta tanto sappiamo abbastanza precisamente da dove nasce questa teoria. Risale alla metà degli anni Novanta, e fu il giornalista canadese William Thomas il primo a descriverla diffusamente nel 1997.

    Aggiornamento (2007/12): Thomas lo fece dopo aver letto i messaggi pubblicati su Internet da un certo Richard Finke , dell'Ohio, a settembre dello stesso anno. Nel suo primo messaggio a Biowar, una mailing list dedicata al bioterrorismo, Finke (che dichiara di essere un contabile, non esperto di biologia o chimica) sosteneva di avere prove che gli aerei rilasciavano un pesticida, l'etilene dibromuro, immesso appositamente nel carburante, e che questo faceva parte di un piano per un "genocidio all'ingrosso", come racconta qui Jay Reynolds nel riassumere le origini del mito. Ringrazio la redazione di Focus.it per aver fornito suggerimenti preziosi per reperire quest'origine, descritta nel numero di dicembre 2007 della rivista.

    Le idee sciachimiste furono diffuse da alcuni popolarissimi programmi radiofonici statunitensi, come quello di Art Bell, che è un appassionato di ufologia, paranormale, piramidologia, misteri e complotti di ogni genere: per esempio, fu il suo talk show a diffondere la storia di John Titor , il "viaggiatore nel tempo"). Alcune fonti indicano specificamente le puntate del 25 gennaio, 18 febbraio e 17 marzo 1999 (sto cercando di procurarmele).

    Thomas è autore di numerosi libri su ogni sorta di complotti, come si può vedere nel suo sito , e afferma di avere varie prove e testimonianze della realtà del fenomeno. Anche Finke e il suo socio Larry Wayne Harris, ispettore di fosse settiche, tentarono di offrire servizi di "consulenza per la bioguerra difensiva e la sopravvivenza ai disastri" attraverso una società chiamata LWH Consulting. Lo scopo di lucro era presente fin dall'inizio, insomma.

    Le "prove"



    Potreste pensare che se gli sciachimisti fanno in Rete queste affermazioni agghiaccianti, debbano avere il supporto di prove ineccepibili (e un'assicurazione sulla vita molto costosa). Ecco il loro vademecum su come distinguere una scia normale da una scia chimica:


    "Le scie chimiche assomigliano inizialmente alle normali scie di condensazione, ma sono molto più spesse, si estendono per tutto il cielo e spesso vengono tracciate a croce, a reticolo e lungo linee parallele. Invece di dissiparsi rapidamente, le scie chimiche si espandono e formano "piume" e "code di cavallo". Nel giro di mezz'ora o meno, si aprono formando tenui formazioni che si uniscono a formare un velo bianco sottile o una 'falsa nuvola tipo cirro' che persiste per ore" (Rense.com )

    E, come già detto, vengono rilasciate da misteriosi aerei bianchi senza insegne. Secondo lo "scopritore" delle scie chimiche, questi aerei sarebbero anche privi di finestrini, come documentato da fotografie che li ritraggono all'opera.

    Una delle "prove" presentate dai sostenitori delle scie chimiche è data dalle interrogazioni parlamentari. Se si fa un'interrogazione, vuol dire che il fenomeno è reale, no? Certo. Chiedetelo al Questore della Camera italiano Edouard Ballaman, che si fece bidonare fino all'interrogazione alla Camera dalla bufala del numero succhiaricarica .

    Un'interrogazione parlamentare significa semplicemente che il parlamentare (in questo caso Piero Ruzzante, come documenta lui stesso qui e qui ) crede che esista una determinata situazione. E a volte anche ai parlamentari capita di prendere una cantonata, specialmente se si appoggiano a riviste dedicate al complottismo e alla pseudoscienza come Nexus (citata appunto da Ruzzante). E' lo stesso meccanismo alla base di quest'interrogazione al Consiglio Regionale della Sardegna (a nome Davoli-Uras-Pisu).

    Gli sciachimisti portano anche "prove" di popolazioni che hanno subìto un improvviso aumento di malattie (almeno così affermano, senza mai fornire documentazione, come al solito) e di persone che hanno fatto analisi chimiche, trovando bario e altre sostanze, e dicono che è tutta colpa delle scie chimiche: ma prima di arrivare a conclusioni così ardite (e se fosse colpa di qualcos'altro?) bisogna vedere se le scie chimiche effettivamente esistono.


    Perché le scie chimiche sono una bufala



    Ho già accennato al Principio della Talpa Suicida come prima obiezione fondamentale alla teoria di complotto. La seconda obiezione, di buon senso ancor prima che di scienza, è che i cospiratori, chiunque essi dovessero essere, respirerebbero la stessa nostra aria, per cui non si capisce come farebbero a proteggere sé stessi e i propri cari contro il nefasto effetto delle scie chimiche.

    La terza obiezione, sempre di buon senso, è che disperdere nell'atmosfera delle sostanze chimiche generando delle scie "strane" e vistosissime, che attirano l'attenzione sull'aereo militare in missione mortale, sarebbe il piano segreto più stupido dell'universo. E' come se James Bond andasse in giro nel covo del supercattivo di turno con addosso la scritta "Guardatemi! Sono una spia!" e un bersaglio a cerchi concentrici. Come osserva acutamente un lettore nei commenti qui sotto, se davvero l'unico modo per fare queste venefiche irrorazioni segrete è usare aerei che producono delle scie molto visibili, perché non farle di notte?

    Passiamo alla scienza. Tutti i comportamenti descritti dagli sciachimisti rientrano fra quelli che possono avere anche le normali scie di condensazione: si disperdono più o meno rapidamente a seconda delle condizioni atmosferiche. Assumono forme differenti a seconda del vento in quota. Si interrompono e ricominciano quando l'aereo passa da una zona dell'atmosfera a un'altra che ha condizioni differenti, e questo capita anche a distanze molto modeste perché l'atmosfera è piena di correnti e quindi è in continuo rimescolio (per questo gli aerei, durante il volo, ogni tanto sobbalzano). Tutto qui.

    La disposizione a X o a griglia deriva semplicemente dal fatto che gli aerei tendono a seguire direttrici di volo ben precise, dettate dalle norme di navigazione aerea: è come se ci fossero delle strade nel cielo, con i relativi svincoli e incroci. Le scie degli aerei non fanno altro che segnare visivamente quelle direttrici e le loro intersezioni. Basta guardare una carta nautica.

    Chi osserva le scie degli aerei da terra, inoltre, non ha alcuna percezione delle quote differenti alle quali si formano: scie che apparentemente s'incrociano o sembrano adiacenti possono essere separate da centinaia o migliaia di metri. Una scia a quota più alta, essendo più lontana, ha un aspetto più sottile di una che si forma a quota relativamente più bassa.

    Le "prove" fotografiche degli sciachimisti sono piene di effetti di questo genere. Ne vedete una qui sotto, che su Sciechimiche.org è etichettata come esempio di scie chimiche conclamate (qui ):

    Scie Chimiche: intervista a Rosario Marciano' PB250023


    Anche una scia intermittente non è da considerare anomala, come invece sostengono alcuni sciachimisti. Come dicevo, l'atmosfera ha zone calde e fredde, umide e secche, ed è in continuo rimescolamento. Se un aereo attraversa una zona in cui si avvicendano condizioni atmosferiche diverse, la scia di condensazione si forma soltanto dove lo consentono le condizioni dell'atmosfera.

    Ma che dire dei misteriosi "aerei bianchi senza insegne" e senza finestrini? C'è chi dice di averli visti e persino fotografati. Come ben spiegato dal ponderoso (e riccamente illustrato) documento sulle scie chimiche preparato dagli esperti di MD80.it, sito di riferimento per i professionisti del volo italiani, qualsiasi aereo ad alta quota, visto da terra, tende ad assumere una colorazione bianco-azzurrognola per via della diffusione della luce nell'atmosfera. Esattamente come fanno le montagne innevate viste da lontano. E le livree degli aerei di linea sono praticamente tutte bianche ("senza insegne", appunto) nella zona inferiore del velivolo.

    L'apparente mancanza di finestrini è spiegata dal fatto che le foto mostrate dagli sciachimisti sono scattate da grande distanza (l'aereo è a vari chilometri di quota e raramente sta direttamente sopra il fotografo) con un teleobiettivo, e l'atmosfera tende ad offuscare i dettagli. Le immagini sono sfuocate e la loro bassa risoluzione non permette di distinguere un oggetto piccolo come un finestrino.

    Provate ad andare a qualche chilometro da un aeroporto e guardate gli aerei che atterrano. Ne vedete i finestrini? Appunto. Oltretutto esistono anche gli aerei commerciali da trasporto, che effettivamente non hanno finestrini. L'assenza reale o apparente di finestrini, quindi, non prova assolutamente nulla.

    Lo stesso documento di Md80.it spiega anche le segnalazioni di "scie chimiche" a bassa quota: sono semplicemente i vortici di condensazione (vapore acqueo, insomma) che si formano sull'aereo in determinate condizioni atmosferiche e che si possono osservare in molte immagini disponibili in Rete, come questa e questa . Non si tratta di fumogeni di quelli usati per abbellire i voli acrobatici, ma di pura e semplice condensazione momentanea di vapore acqueo.

    Anche le "appendici strane" notate da alcuni sciachimisti sulle ali degli aerei non hanno nulla di strano: sono semplicemente le carenature degli attuatori idraulici che muovono i flap. Quelle situate alle estremità delle ali sono le winglet, alettine sempre più diffuse sugli aerei moderni.

    Lo "sfiatatoio" che si vede sulla coda di alcuni aerei, invece, non è lo scarico dell'irroratore chimico, ma semplicemente l'ugello di scarico del generatore ausiliario o APU (Auxiliary Power Unit): una piccola turbina a gas.


    Ma allora cosa c'è dietro la mania delle scie chimiche?



    E' chiaro che la teoria sciachimista è letteralmente campata per aria. Dunque perché tanto clamore? La gente è davvero così ingenua?

    In parte sì. Complice il rimbambimento mediatico di giornali che dedicano la prima pagina alle lettere di consorti indignate e relativi maritini e di programmi televisivi stracolmi di niente, l'alfabetizzazione scientifica del cittadino medio è a livelli patetici, creando un terreno fertilissimo per qualsiasi teoria che faccia leva sulle paure istintive. Ma non è solo questo.

    Bisogna aggiungere il fatto che il mistero si confeziona con poca fatica e vende molti più giornali della più intrigante delle ricerche scientifiche. Il complottismo paga, perché permette di vendere libri, gadget, talismani e DVD , e appaga, perché crea seguaci; si diventa guru. Allora diventa chiaro perché le cariatidi del complottismo, come Luogocomune.net , spaziano dall'11 settembre agli sbarchi lunari alle scie chimiche: si chiama diversificazione del prodotto. E diventa chiaro perché le scie chimiche persistono. Sono un business.
    marta
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    Scie Chimiche: intervista a Rosario Marciano' Empty Re: Scie Chimiche: intervista a Rosario Marciano'

    Messaggio Da marta il Sab 13 Set 2008, 18:52

    CURIOSITA'

    Curioso il comportamento di Rosario che sembra non andare particolarmente fiero di una laurea con 110 e lode in architettura, conseguita presso l'Università degli Studi di Genova. Rosario ci mette a disposizione il proprio curriculum in questa pagina del suo sito professionale.
    http://www.fastserviceinformatica.it/profile.htm

    Ho salvato il contenuto della pagina in diverse fasi.
    All'inizio di gennaio 2007 il titolo di studio indicato è un diploma di geometra con votazione 44/60:
    curriculum al 07 gennaio 2007

    Nei mesi successivi, per tutto febbraio fino a metà aprile, si aggiunge al diploma una laurea ottenuta nel 1989 in architettura con votazione 110 e lode. La pagina salvata il 19 aprile non porta più il nome dell'università (che compariva fino a qualche giorno prima) ma ha ancora l'immagine della laurea dell'Università degli Studi di Genova:
    curriculum al 19 aprile 2007

    Al 29 di aprile è scomparso ogni riferimento al nome dell'università e rimane solo l'idicazione generica della laurea in architettura con 110 e lode:
    curriculum al 29 aprile 2007

    Ad oggi, dicembre 2007, sono spariti i riferimenti sia al diploma che alla laurea:
    curriculum al 29 dicembre 2007

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