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    In testa un Kyoto fisso

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    Messaggio Da pinodd il Mer 16 Lug 2008, 09:18

    In testa un Kyoto fisso di Riccardo Cascioli

    Farà freddissimo. No, caldissimo. Fa niente: è il carnevale del Protocollo sui gas nocivi, in vigore dal 16 febbraio. Ecco quanto ci costa e a cosa non serve

    «Il pericolo di una nuova era glaciale risulta ora più minaccioso e incombente di quanto gli esperti non avessero temuto pochi anni or sono». Era il 1977 e Nigel Calder, celebre divulgatore scientifico, rilanciava questo allarme ambientale che in quegli anni era molto diffuso. Chi avesse la pazienza di sfogliare le vecchie annate dei quotidiani italiani ritroverebbe lo stesso allarme “sparato” a nove colonne, esattamente come oggi si usa lo stesso spazio per lanciare l’allarme opposto. Da notare come l’aumento di concentrazione di anidride carbonica fosse considerato allora la causa di un’era glaciale prossima ventura così come oggi è accusato di provocare il riscaldamento globale.
    Basterebbe questo a sollevare forti dubbi su tutta l’impalcatura che sta alla base del Protocollo di Kyoto, che infatti mostra tutte le crepe proprio nella settimana in cui si festeggia in modo carnevalesco la sua entrata in vigore. In realtà, anche se le organizzazioni ambientaliste amano dire che tutti gli scienziati – esclusi una piccola minoranza, ovviamente pagata dalle multinazionali – sono d’accordo sulla gravità della situazione e che bisogna fare qualcosa per evitare una catastrofe climatica, le cose stanno ben diversamente.

    Ma esiste davvero un fenomeno di “riscaldamento globale”? Ebbene, è un’ipotesi possibile, verosimile, ma non certa. Il fatto è che negli ultimi 120 anni si è registrato un aumento della temperatura di 0,6°, misura che è ancora all’interno di un margine di errore dovuto a una serie di fattori, tra cui la disomogeneità dei punti di rilevamento e la cattiva manutenzione degli apparati di misura. Inoltre tale variazione si riferisce alle rilevazioni delle stazioni a terra, mentre se si prendono le rilevazioni effettuate da sonde e da satelliti, si ottiene tutt’altro risultato. Negli ultimi 23 anni, per esempio, i satelliti non hanno rilevato alcuna variazione di temperatura. Ma, pur ammettendo che effettivamente un riscaldamento globale vi sia, si dovrà comunque riconoscere che non ci sarebbe nulla di strano giacché, se una caratteristica del clima esiste, questa è proprio la variabilità. Tanto è vero che nella storia si sono succeduti periodi di caldo, come per esempio tra l’800 e il 1300, e periodi di freddo come la “piccola glaciazione” che ha interessato il periodo fra i secoli XVI e XIX . Risalendo ancora, la storia ricorda che nel 218 a.C. Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti, il che fa ritenere che a quelle quote non vi fosse neve. Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma già questi mostrano come non vi sia alcunché di di catastrofico nei mutamenti climatici.

    Oroscopi ecologisti e gas satanici
    La vera catastrofe è invece quella d’investire tanto denaro per cercare di controllare quanto controllabile non è. Il sistema climatico è infatti complesso ed è influenzato da una serie di fattori: il Sole, gli oceani e le proprietà fisico-chimiche dell’atmosfera su cui incidono anche le emissioni naturali, per esempio le eruzioni dei vulcani. Per quel che riguarda le attività umane, si calcola che le emissioni di anidride carbonica a esse dovute siano all’incirca il 4-5% del totale. In realtà, nessuno scienziato è in grado di stabilire precisamente un nesso di causa-effetto tra uno di questi fattori e il clima, men che mai per quel che riguarda le attività umane: conoscere le singole parti non spiega il comportamento del “tutto”. Si capisce allora come la previsione, fatta dagli ambientalisti, di aumenti di temperatura compresi tra 1,4 e 5,8° entro la fine del secolo abbiano più o meno lo stesso valore di un oroscopo.

    La mistificazione del Protocollo di Kyoto emerge ulteriormente se si pensa all’equivoco generato intorno all’anidride carbonica (CO2), il principale dei gas serra posti sotto accusa. La propaganda è tale che ormai la gente si è abituata a pensare alla CO2 come a un agente inquinante, a un “gas satanico”. Nulla di più falso: l’anidride carbonica è infatti un elemento vitale per la nostra sopravvivenza. Insieme alla luce e all’acqua è un nutriente fondamentale per le piante e per il processo di fotosintesi. Non per niente un’elevata concentrazione di CO2 è usata negli allevamenti delle piante in serra proprio per aumentarne la crescita. E basterebbe aprire un semplice manuale di chimica per scoprire che la CO2 è prodotta da eruzioni vulcaniche, combustione dei materiali contenenti carbonio e respirazione.Già, proprio la respirazione, anche umana. È qui che si mostra l’aspetto antiumano della tesi del riscaldamento globale. Le emissioni antropiche vengono infatti condannate in toto senza pensare di stabilire una quota “naturale”, ovvero necessaria all’esistenza dell’uomo. L’uomo, insomma, non fa parte della natura.
    Ora, non vi è dubbio che il Protocollo di Kyoto abbia molto più a che fare con la politica che non con la scienza. E qui, in prima linea, figura l’Unione Europea, pronta a usare l’arma dei cambiamenti climatici in chiave antiamericana (l’Amministrazione Bush non ha infatti intenzione di sottoscrivere il Protocollo). Basti pensare a come si è arrivati all’adesione della Russia, decisiva per l’entrata in vigore dell’accordo. Putin pareva deciso a non firmare, così consigliato da scienziati e da economisti: basi scientifiche troppo fragili e costi economici troppo elevati. (continua......)

    Fonte: http://www.ildomenicale.it/articolo.asp?id_articolo=311

      La data/ora di oggi è Mar 19 Nov 2019, 01:09