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    CAMBIA IL CLIMA, CAMBIA L’ECOLOGIA: DIVENTA SPIRITUALE

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    Messaggio Da nelda il Lun 11 Ago 2008, 20:43

    CAMBIA IL CLIMA, CAMBIA L’ECOLOGIA: DIVENTA SPIRITUALE

    Stefano Fusi

    Di fronte all’enormità dei problemi ambientali, l’ecologia si trasforma: da superficiale diventa profonda. E si occupa della nostra salute spirituale e della nostra energia vitale.
    Ne parla il libro "Spirito naturale - l'ecologia profonda per la salute del corpo e dell'anima" di Stefano Fusi.

    Per guarire e vivere in armonia abbiamo una grande maestra a disposizione: la natura. Non è altro da noi o qualcosa da riconquistare, ma l’essenza stessa della nostra vita. Riconoscerla e coltivarne le qualità ci dona una vita più semplice, sana, prospera, appagata e responsabile verso l’ambiente e le generazioni future. L’ecologia profonda integra l’antica saggezza spirituale dei popoli di natura (sciamanesimo, Tantra, taoismo) con le più recenti acquisizioni scientifiche (ecologia, ecosofia, psicologia transpersonale, ipotesi Gaia, fisica quantistica). Spirito naturale propone di sperimentarla con pratiche semplici, efficaci e salutari di connessione cosciente e gioiosa con gli elementi naturali, gli animali, le piante e l’ambiente, per trasformare la vita quotidiana e le relazioni con gli altri e il mondo.

    L’ecologia profonda è la “scienza naturale dello spirito”: va alle radici del nostro rapporto con il mondo, si unisce alla ricerca spirituale, ci insegna a ritrovare un contatto profondo, diretto, sacrale e salutare con la natura e con la nostra interiorità, che sono la stessa cosa perché siamo parte del tutto.
    È un filone di studi, ma l’ecologia profonda è anche pratica: insegna a sensibilizzarsi alla natura, a ritrovare ritmi, gesti e percezioni naturali, e a riconoscere l’importanza di modelli di vita semplici, sobri, essenziali e appaganti, ispirati all’armonia naturale.

    Il termine “Ecologia profonda” fu usato per primo dal filosofo, naturalista, ambientalista e alpinista norvegese Arne Naess, che negli anni Settanta del secolo scorso fondò anche il parallelo campo di studi filosofici che chiamò “Ecosofia”. Naess spiegò che non si può vivere bene nel mondo se non si riesce a mettere al centro di ogni considerazione personale e sociale la vita naturale e la sua importanza fondamentale - non solo per la vita sociale ma anche per la salute e per la propria realizzazione spirituale- e non quella artificiale creata dall’essere umano. Filoni di studi affini, la psicologia transpersonale e l’ecopsicologia, spiegano che non ci si può nemmeno curare dai mali dell’anima se non ci si rende conto che non siamo degli esseri diversi e separati dall’ambiente, degli ego isolati, ma che siamo sì individui ma allo stesso tempo semplici gocce di un oceano infinito.

    Così, ritrovare il modo di identificarci con la natura, con le sue forze e qualità (la spontaneità, l’interconnessione, la semplicità, l’efficienza), diventa un modo per comprendere meglio il nostro mondo e anche di guarire da molti mali: le malattie spesso sono sintomi di disagi che usano il corpo come manifestazione, ma esprimono profondi dolori interiori. E il più grande dolore che tutti proviamo oggi, anche senza rendercene conto, è quello di vivere in un mondo che sembra tutto meccanico, in cui c’è poco posto per la semplicità, gli istinti, i sentimenti, ma anche la ragione basata sul calmo esame della realtà (non c’è mai tempo di fare nulla…).

    L’ecologia profonda quindi propone di sperimentare il rapporto diretto con la natura, prima di tutto giocando e tornando un po’ bambini, proprio come si fa nell’educazione ambientale, da cui nascono molte di queste esperienze. Ma anche meditando e sperimentando antiche tecniche di immedesimazione con la natura dei popoli nativi e tribali, con il rituale, con pratiche di esplorazione dell’ambiente insolite e che aprono a orizzonti imprevisti, risvegliando i nostri sensi e la nostra sensibilità. Proprio per la loro semplicità, sono pratiche efficacissime, adatte a tutti, in parte riprese dal taoismo, dallo Yoga e dalle tradizioni dei nativi americani, in parte nuove e adatte ai giorni nostri e al nostro stile di vita.

    Stefano Fusi, giornalista e consulente di comunicazione, lavora da trent’anni nei campi dell’educazione ambientale, delle medicine naturali e della crescita personale. Organizza incontri, campagne ed eventi per associazioni ambientaliste e culturali, federazioni e centri delle “arti per la salute”, enti pubblici e privati. Tiene conferenze e incontri e conduce corsi e seminari di formazione e sensibilizzazione alla natura.

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