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    Che cosa contraddistingue un genio?

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    Che cosa contraddistingue un genio? Empty Che cosa contraddistingue un genio?

    Messaggio Da nelda il Dom 24 Ago 2008, 02:53

    Che cosa contraddistingue un genio?

    - Come si può comunicare con il proprio Sé superiore?
    - Esiste un metodo semplice che ci avvicina maggiormente al nostro origine e ci
    rende più intelligenti?



    Se vi venisse posta la domanda: "Siete Einstein?", la vostra risposta sarebbe
    sicuramente "No"! Ciò non di meno anche in voi sonnecchia un genio
    che chiede solamente di esser risvegliato!
    Sapevate che da bambino Einstein veniva ritenuto un ritardato dai suoi fratelli
    maggiori? Ciò era in parte dovuto anche alla sua dislessia, un disturbo della
    lettura che gli creava notevoli difficoltà nel leggere e nel parlare. Secondo
    sua sorella Maja, un insegnante riferendosi al giovane Einstein ebbe a dire che
    non ne uscirà mai nulla di buono.


    Einstein venne allontanato dal ginnasio e non superò neppure l'esame
    di ammissione al Politecnico elvetico di Zurigo.
    Quando con grande fatica riuscì finalmente a conseguire il suo diploma, non fu
    però in grado di ottenere un posto accademico o una raccomandazione benevola da
    parte di uno dei suoi professori. Alla fine dunque, si vide costretto ad
    accettare un modesto posto di "esperto tecnico di terza categoria"
    presso l'ufficio brevetti di Berna.
    Ma nel 1905, all'età di 26 anni, Einstein pubblicò improvvisamente la sua
    teoria della relatività per la quale sedici anni più tardi fu insignito del
    Premio Nobel.


    Anche Thomas Edison, il più famoso tra gli inventori, ebbe una storia simile.
    Edison ricorda: "mio padre mi considerava uno stupido ed anch'io ero convinto
    di essere un buono a nulla..." .


    Come si diventa quindi un pensatore geniale?
    Per rispondere a questa domanda giova analizzare le circostanze in cui si sono
    verificate gran parte delle grandi invenzioni dell'umanità.


    Prendiamo ad esempio quella della macchina da cucire: il suo inventore,
    Elias Howe, lavorò per molto tempo alla sua creazione pur non conseguendo alcun successo.
    Una notte ebbe un incubo: fu inseguito da un'orda di cannibali che impugnavano delle lance
    uncinate, ognuna delle quali era perforata. Ogni buco aveva esattamente lo stesso aspetto della
    cruna degli aghi da cucito. Howe si svegliò ansimante e capì subito quanto gli era stato mostrato:
    perché la sua macchina da cucire potesse funzionare,
    bisognava praticare un foro in cima all'ago e non nel suo mezzo.
    Nacque così la macchina da cucire.


    Il chimico tedesco Friedrich August
    Kekulè ebbe anch'esso un'esperienza somigliante. Nonostante un intera giornata
    di calcolo sulle formule chimiche, non riusciva proprio a venire a capo della
    struttura della molecola di benzolo. Così si sedette davanti al camino ad
    osservare il fuoco. Senza accorgersi scivolò in una sorta di dormiveglia e
    all'improvviso vide nel fuoco contorni e forme fantasiose. Egli scrisse:
    "gli atomi compaiono nuovamente davanti ai miei occhi, in lunghe file...
    tutto è in movimento e si snoda come un serpente." Un movimento improvviso
    lo strappò dal suo dormiveglia e Kekulè ricordò: " Cos'è stato? Uno dei
    serpenti afferrò la propria coda e quest'immagine volteggiò in modo beffardo
    davanti ai miei occhi. Come colpito da un fulmine, mi svegliai."


    Il chimico si rese conto che in quell'istante il suo inconscio
    gli aveva fornito la formula della struttura della molecola di benzolo.
    Poco tempo dopo, nel 1865, annunciò che la molecola del benzolo
    è composta da un anello esagonale chiuso formato da sei atomi di
    carbonio - esattamente come l'anello di serpente infuocato della sua visione.


    Esperienze di questo genere non si
    verificano solo in casi isolati e comprovano il fatto che la mente è in
    grado di recepire risposte immaginifiche per problemi ai quali non avrebbe mai
    trovato soluzione utilizzando esclusivamente la razionalità cosciente.


    E' possibile affermare quindi che noi tutti siamo molto più intelligenti di quanto riteniamo
    e che l'assenza di chiarezza dipenda semplicemente dalla mancanza di un indirizzo luminoso che
    possa esser recepito, riconosciuto ed elaborato dalla mente.



    La consapevolezza delle immagini interiori (spazi cognitivi) che prendono forma nella nostra mente,
    implica un immediata disponibilità di informazioni di ordine superiore che
    risultano assolutamente impareggiabili per qualità e potere risolutivo.

    In realtà, per quasi tutto l'arco delle 24 ore il nostro inconscio produce
    flussi di immagini, presentimenti e percezioni sottili
    . Ma molte di queste,
    che contengono visioni e preavvertimenti spesso di vitale importanza, rimangono
    per lo più trascurate se non addirittura negate o rifiutate.
    Giorno dopo giorno, anno dopo anno, la maggior parte delle persone senza
    saperlo reprime infatti le proprie visioni più profonde e più di ogni altro
    fattore questo meccanismo di resistenza inconscio impedisce loro di
    raggiungere il pieno potenziale mentale.



    Recenti studi scientifici inducono
    tuttavia a ritenere che le percezioni sottili che solitamente reprimiamo non
    vadano perdute ma che anzi, restino impresse nella nostra memoria in tutta la
    loro interezza. Secondo la scienza infatti, la nostra mente è in grado di
    assimilare molti più stimoli di quanti siamo capaci di elaborarne tramite la
    nostra attenzione consapevole.


    Potenzialmente quindi ricordiamo ogni
    cosa
    , ma la maggior
    parte dei ricordi si trova così profondamente memorizzata nell'inconscio da
    essere richiamabile soltanto attraverso l'ipnosi. Ciò fa comprendere la
    necessità di avere a disposizione degli strumenti gestibili in maniera
    individuale che consentano di contattare liberamente il proprio inconscio
    ,
    datosi che l'ipnosi, come ben sappiamo, comporta lo svantaggio di offrire
    all'ipnotizzatore un potere senza restrizioni sul soggetto ipnotizzato.


    Pensare per immagini è forse la chiave più importante per accedere
    al potenziale dell'emisfero destro del cervello.
    Si ritiene che
    la genialità sia collegata al grado di intensità delle nostre immagini
    inconsce
    . Einstein era convinto del fatto che permettendo alla fantasia di
    scorrere liberamente e senza freni inibitori, fosse possibile stimolare
    pensieri geniali. Anche la sua teoria della relatività ebbe spunto iniziale
    nella sua mente quando ancora aveva sedici anni: egli immaginò infatti come
    sarebbe stato viaggiare accanto ad un raggio di luce.
    Einstein diceva di sé che non pensava in parole o in formule matematiche, ma
    bensì quasi sempre in forma di immagini ed emozioni. Egli ne conseguì che
    "l'invenzione non è opera del pensiero logico, anche se il prodotto finale
    è collegato alla forma logica."

    In altre parole: soltanto quando il processo creativo che scaturisce
    dall'emisfero cerebrale destro è completo, si mette in moto l'emisfero sinistro
    il quale formula le nuove cognizioni sotto forma di pensieri logici e
    comprensibili, oppure li sottopone a verifica empirica
    .


    E' importante quindi che, in primo luogo la razionalità analitica non si anteponga
    e non pregiudichi le immagini provenienti dall'emisfero destro

    e in secondo luogo che dovremmo essere noi a decidere quando volere l'accesso
    ad immagini ed associazioni chiare e vive e quando invece no.

    E' necessario aprire la mente per ricevere un flusso di immagini simboliche che risultano
    altrettanto pregnanti e nitide quanto quelle dei sogni,
    a differenza del sogno però
    può essere praticato in stato di totale lucidità e veglia
    . L'unica cosa richiesta è la
    focalizzazione verso l'ispirazione che proviene dalla nostra presenza divina
    interiore
    . Ciò offre tra le altre cose una grande opportunità di
    concretizzare nella realtà il nostro vero sogno... quello donatoci da Dio.





    Il cervello é un computer riceve ed elabora da la risposta relativa al bagaglio culturale
    di ognuno di noi, la mente é fuori di noi non é un prodotto del cervello é una
    manifestazione/vibrazione dell’ energia che ci fa vivere ad ogni respiro, il famoso prana degli indiani.
    Visualizzare, visualizzare una spiaggia, un paesaggio qualsiasi bella cosa mantenere l
    'immagine come se si guardasse un quadro, senza ragionarci sopra solo godendo la bellezza,
    con occhi chiusi, le pupille a "guardare" la punta del naso.
    In questo modo si uniscono i due emisferi cerebrali... poi quando sarai
    abituato eliminerai la visione e la mente in stato alfa senza pensieri nel buio
    ti darà intuizione, respiro, sollievo, libertà, salute, più semplice di
    così, ti arrendi per così poco? non ragionarci prova qualche minuto al giorno
    ogni giorno...nelda
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    Messaggio Da verygod il Dom 24 Ago 2008, 11:22

    Verygod!
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    Messaggio Da pinodd il Dom 24 Ago 2008, 12:31

    Ciao Verygod, bentornato!!!!!!!!!!!!
    E' questo Il Verygod che vogliamo conoscere: grazie per l'intervento!
    Uno dei metodi orientali che consente di raggiungere quello stato di grazia in cui si ricevono le ispirazioni(del genio) e proprio quello dell'esercizio nella soluzione dei Koan: solo che ne ho postati una trentina in inglese.....in attesa che qualche buon cuore li voglia tradurre......sarebbe un bene per tutti!!!!!!!!!
    Ciao, Pino.
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    Messaggio Da verygod il Dom 24 Ago 2008, 13:01

    Grazie Pino.

    Perché non dai un'occhiata alle mie ultime assurde cose. Magari anche su Google... Intanto sul mio 'negato' profilo hai anche una mia immagine con mia figlia Barbara che lavora a Beirut in una Ong per la salvaguardia del Mediterraneo. La maglietta che indossiamo è la stessa che puoi vedere sul mio sito nella foto con Rosy Bindi (quella dei democratici davvero). Sempre su www.eprouverture.com trovi tutte le ulteriori mie comunicazioni di servizio in materia... ma anche parecchie altre cosette interessanti.

    A presto, PD

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