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    L'Albero della Vira come modello energetico.

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    L'Albero della Vira come modello energetico. Empty L'Albero della Vira come modello energetico.

    Messaggio Da nelda il Gio 28 Ago 2008, 23:23







    Etz Haim – L’Albero della Vita come modello energetico
    David Casulli
    L'Albero della Vira come modello energetico. 00
    «Il
    Signore Iddio fece germogliare dal suolo ogni specie di alberi
    piacevoli d’aspetto e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo
    al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male
    .» Genesi 2,9

    «…e
    dopo averlo cacciato pose davanti al giardino di Eden i Cherubini con
    la fiamma della spada fiammeggiante per impedire l’accesso all’albero
    della vita
    .» Genesi 3,24


    Tra i modelli proposti per la
    comprensione e lo studio della realtà energetica-vibrazionale dalle
    varie tradizioni spirituali, l’Albero della Vita si colloca tra quelli
    che hanno lasciato una traccia indelebile nello scibile umano. Tra le
    motivazioni per una tale longevità c’è sicuramente quella per cui
    nell’Albero della Vita tutto può essere integrato, ogni conoscenza, se
    vera, può trovare posto; anche le altre teorie energetiche possono
    trovare, all’interno del diagramma più importante della tradizione
    cabalistica, un’integrazione ed un ulteriore sviluppo che non ne
    intacca minimamente la profondità.

    Sarebbe di questo tipo la
    dialettica energetica intrinseca alla Creazione: un aumento costante
    del numero di interazioni vibrazionali, coerenti, che allontanano il
    caos e la confusione, lasciando spazio alla Consapevolezza. Sarà forse
    per la forma tipica che lo contraddistingue o per le geometrie della
    struttura, oppure per i contenuti numerologici che al suo interno si
    dispiegano, per quella “particolare sensazione” che nel percorrere
    questo mandala con la mente si sviluppa, certo è che, questo archetipo
    ha ancora tantissimo da dire.

    Il rinnovato interesse verso
    questo antichissimo simbolo, citato per la prima volta nella Genesi, va
    ricercato nell’ampia gamma di correlazioni psicoemotive che è in grado
    di chiarire e nella profonda analisi del rapporto che intercorre tra la
    materia e l’energia che propone.

    Uno degli aspetti fondamentali che caratterizza lo studio dell’Etz Haim,
    riconoscibile anche graficamente, è quello che al suo interno ogni
    elemento è in relazione con tutti gli altri elementi costituenti, vale
    a dire che non vi è separazione e che una certa informazione è
    condivisa e arricchita dall’insieme delle componenti. Questa
    multidimensionalità è un fattore per certi versi rivoluzionario
    rispetto alle precedenti teorie, in quanto testimonia che “tutto è
    presente e attivo nello stesso momento”, e quindi “croce e delizia”
    dell’esistenza.

    La contemporaneità con cui gli elementi
    dell’Albero operano è certamente un importante elemento propulsivo
    verso la Conoscenza e l’equilibrio energetico perché quando le energie
    circolano senza ostacoli all’interno dell’Albero, l’essere umano vive
    una condizione di pace e consapevolezza. Creare una sana comunicazione
    tra i 32 elementi costituenti l’Albero della Vita, significa aumentare
    non solo la propria vitalità ma soprattutto l’integrazione tra le
    componenti che costituiscono un individuo da un punto di vista
    psicoenergetico, migliorando la comprensione degli eventi e delle
    emozioni ad essi associati.

    Ci possiamo spingere a dire che i
    fatti contingenti della vita, a prescindere dalla valenza che gli
    diamo, altro non sono che esperienze di energie associate alle
    componenti dell’Albero che si attivano, che possiamo trasformare ed
    accogliere ma che certamente dobbiamo integrare. Una volta definiti gli
    elementi essenziali costituenti e la loro relazione in corrispondenza
    con l’essere umano, osserviamo che dinanzi agli occhi dello studioso si
    apre uno spettro di applicazioni nell’ambito delle discipline
    bioenergetiche, quasi senza limiti.

    Di seguito cercheremo di
    dare dei cenni sull’Albero della Vita in chiave energetica, come
    modello fondamentale di come la coscienza-energia si muove e si
    dispiega nel micro come nel macro cosmo. L’Albero, come ci è stato
    tramandato dalla tradizione, è costituito da 32 elementi fondamentali.
    Si presenta costituito da tre pilastri verticali: quello di destra
    collegato alla Grazia, quello di sinistra al Rigore e quello centrale all'Equilibrio, sui quali si trovano 10 elementi o componenti chiamate sefirot. A collegare le sefirot sono destinati 22 percorsi o sentieri, ognuno dei quali corrisponde ad una delle 22 lettere dell'Alef-Beit (alfabeto) ebraico.

    Immediato
    è l’accostamento al modello proposto nello Yoga con Pingala, Ida e
    Sushumna nadi, i tre “canali” principali dove scorre l’energia, anche
    se la simbologia dei tre “pilastri” nella tradizione cabalistica si
    arricchisce di ulteriori significati. Sui due rami laterali ci sono
    rispettivamente tre sefirot mentre in quello centrale ne risultano
    quattro più una quinta, aggiunta in seguito.

    Le dieci sefirot sono state associate a parti del corpo e a sistemi corporei secondo lo schema che segue:

    KETER CORONA cranio/sistema respiratorio, energia
    CHOKHMÀ SAPIENZA emisfero cerebrale destro/midollo
    BINÀ INTELLIGENZA emisfero cerebrale sinistro/sangue
    DA’AT CONOSCENZA UNITIVA cervelletto/sistema nervoso
    CHESED AMORE braccio destro/scheletro
    GHEVURÀ FORZA braccio sinistro/ sistema circolatorio
    TIFERET BELLEZZA torace/sistema muscolare
    NETZACH ETERNITÀ gamba destra/sistema endocrino
    HOD SPLENDORE gamba sinistra/sistema immunitario
    YESOD FONDAMENTO organi riproduttivi/sistema riproduttivi
    MALKHUT REGNO bocca (piedi)/sistema digestivo

    L’Albero
    della Vita è sovrapponibile al corpo umano - inteso come insieme di
    membra ognuna delle quali porta con se una scintilla o energia che
    proviene direttamente dal Creatore – e descrive le relazioni
    energetiche profonde che intercorrono tra gli elementi/organi, sistemi
    e apparati ed emozioni.

    L’energia dal punto più alto della
    struttura, la Corona, scende verso il livello più sensibile alle
    dinamiche legate all’elemento Terra, il Regno, attraversando tutti i
    crocevia dove l’energia da più sottile si fa più densa. Una volta che
    la coscienza-energia ha raggiunto il livello di Malkhut avviene
    una grande trasformazione quella in cui questo recipiente energetico
    diviene a sua volta generatore e comincia a “pompare” energia dal basso
    verso l’alto, dalla materia allo spirito, realizzando il motto
    alchemico “come in alto così in basso, per la Gloria della cosa Una”.

    In altre parole l’energia dalla cima dell’Albero della Vita scende verso
    il basso a vivificare tutti gli strati inferiori in cui l’uomo normalmente si colloca; giunto al fondo di tale processo l’energia
    attiva un nuovo generatore, la sefirot di Malkhut, che rimanda verso i reami superni l’energia arricchita dall’esperienza
    umana, divenendo l’uomo stesso un generatore, un propulsore.

    In questa comunicazione ci sono, come abbiamo detto, tutta una serie di
    passaggi e trasformazioni energetiche intermedie durante le quali
    prendiamo coscienza e facciamo esperienza dei pensieri, delle emozioni
    in riferimento ad una tematica precisa dal sapore vagamente karmico.
    Infatti succede spesso che tale processo di espansione s’inceppi in un
    qualche livello dell’Albero sul quale abbiamo bisogno di operare una
    trasmutazione, una volta riconosciuto a quale dei 32 elementi è in
    relazione l’esperienza che stiamo facendo.

    Non è un caso se
    l’ultima stazione energetica è legata al femminile… Proprio a quel
    femminile che abbiamo esiliato e per il cui recupero ci dovremmo
    adoperare, senza il quale l’ultimo recipiente non si trasforma in generatore.



      La data/ora di oggi è Mar 19 Nov 2019, 00:59