L'AIDS è causato dall'uso di droghe e da altri fattori di rischio non contagiosi. Di Peter Duesberg
Abstract
L'ipotesi che il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) sia un nuovo virus sessualmente trasmesso che causi l'AIDS è stata del tutto improduttiva in termini di utilità per la salute pubblica, inoltre non riesce a prevedere l'epidemiologia dell'AIDS, il rischio annuo di AIDS e le molte diverse manifestazioni delle malattie indicatrici di AIDS nelle persone contagiate.
Un'ipotesi corretta deve spiegare perché:
l'AIDS comprende 25 malattie già precedentemente conosciute e due epidemie clinicamente ed epidemiologicamente molto diverse, una in America ed in Europa e l'altra in Africa;
quasi tutti i pazienti affetti da AIDS americani (90%) ed europei (86%) sono maschi sopra i 20 anni, mentre l'AIDS africano colpisce ugualmente entrambi i sessi;
i rischi annui di AIDS dei bambini contagiati, dei consumatori di droga per via endovenosa, degli omosessuali che usano afrodisiaci, degli emofiliaci e degli africani variano fino ad oltre 100 fold;
molti pazienti affetti da AIDS hanno malattie che non dipendono da immunodeficienza, come il sarcoma di Kaposi, il linfoma, la demenza e il deperimento;
le malattie indicatrici di AIDS degli americani (97%) e degli europei (87%) sono predeterminate da rischi per la salute preesistenti, tra cui l'uso prolungato di sostanze stupefacenti, il farmaco antivirale AZT e deficienze congenite come l'emofilia, mentre quelle africane sono malattie tipiche dell'Africa.
Sia le prove positive che quelle negative mostrano che l'AIDS non è infettivo:
l'ipotesi del virus non soddisfa nessun criterio convenzionale di causalità;
le differenze, con valori di oltre 100 fold, tra i diversi rischi di AIDS nei diversi gruppi a rischio mostrano che l'HIV non è sufficiente a causare l'AIDS;
l'AIDS è "acquisito", se lo è, solo dopo anni che l'HIV è stato neutralizzato dagli anticorpi;
l'AIDS è nuovo, mentre l'HIV è un retrovirus stabilitosi da tempo, trasmesso per via perinatale;
spiegazioni alternative tolgono credibilità a tutte le supposizioni e a tutti i casi aneddotici citati a supporto dell'ipotesi del virus;
tutte le malattie che definiscono l'AIDS si manifestano negli stessi gruppi a rischio con la stessa incidenza anche in assenza di HIV;
non c'è nessun microbo attivo comune a tutti i pazienti affetti da AIDS;
l'AIDS si manifesta in malattie imprevedibili e non correlate; e
In Europa e in America non si distribuisce ugualmente tra sessi.
Sulla base di numerosi dati che documentano come le droghe siano necessarie agli HIV-positivi e sufficienti agli HIV-negativi per sviluppare le malanie indicatrici di AIDS, si suggerisce che tutte le malattie indicatrici di AIDS americano- europeo. che superano il loro normale background, siano causate da farmaci anti-HIV e da stupefacenti. L'AIDS africano si suggerisce sia causato da malnutrizione da ipoapporto proteico, scarsa igiene e conseguenti infezioni parassitarie. Questa ipotesi risolve tutti i paradossi dell'ipotesi virale dell'ADS. E' epidemiologicamente e sperimentalmente verificabile ed offre una base razionale per il controllo dell'AIDS.
"È troppo tardi per correggere" disse la Regina Rossa "Una volta che hai detto una cosa, questo la fissa, e devi sopportarne le conseguenze".
Lewis Carrol, "Alice nello specchio"
INDICE
1.- L'ipotesi virale dell'AIDS non riesce a prevedere l'epidemiologia e la patologia delI'AIDS
2.- Definizione di AIDS
2.1.- Due epidemie, subepidemie e 25 malattie specifiche delle epidemie
2.1.1.- Le epidemie attraverso il numero dei casi, il sesso e l'età
2.1.2.- Malattie che definiscono l'AIDS
2.1.3.- Gruppi a rischio di AIDS e malattie indicatrici di AIDS specifiche dei gruppi a rischio
2.2.- L'ipotesi dell'AIDS da HIV, o la definizione di AIDS
2.3.- Teorie alternative dell'AIDS infettivo
3.- Discrepanze tra AIDS e malattia infettiva
3.1.- Criteri di malattia infettiva e non infettiva
3.2.- L'AIDS non è compatibile con la nozione di malattia infettiva
3.3.- Nessuna prova per l'ipotesi virale dell'AIDS
3.3.1.- L'ipotesi del virus non riesce a soddisfare i postulati di Koch
3.3.2.- L'immunità all'HIV non protegge dall'AIDS
3.3.3.- I farmaci antivirali non proteggono dall'AIDS
3.3.4.- Tutte le malattie che definiscono l'AIDS si manifestano anche in assenza di HIV
3.4 - Non correlazione tra HIV e AIDS
3.4.1.- Solo circa la metà dei casi americani di AIDS sono confermati HIV- anticorpo positivi
3.4.2.- AIDS anti corpo-positivo ma virus-negativo
3.4.3.- HIV: solo uno dei tanti innocui indicatori microbici dei rischi clinici e comportamentali di AIDS
3.4.4.- I rischi annui di AIDS dei diversi gruppi a rischio di contagiati dall'HIV, tra cui bambini, omosessuali, tossicodipendenti, emofiliaci e africani, variano di oltre cento volte
3.4.5.- Malattie specifiche dell'AIDS predeterminate da rischi per la salute preesistenti
3.5. - Supposizioni e casi aneddotici che sembrano confermare l'ipotesi virale dell'AIDS
3.5.1. - L'HIV è ritenuto nuovo perché l'AIDS è nuovo
3.5.2. - L'HIV - ritenuto essere sessualmente trasmesso - dipende, per la sopravvivenza, dalla trasmissione per via perinatale
3.5.3. - AIDS ritenuto proporzionale all'infezione da HIV
3.5.4. - Si ritiene che l'AIDS in U.S.A. ed Europa sia trasmesso per via omosessuale
3.5.5. - Si ritiene che l'AIDS sia eterosessualmente trasmesso per "lo stile di vita" africano
3.5.6. - Si afferma che l'HIV sia sovrabbondante nei casi di AIDS
3.5.7. - L'HIV dipenderebbe da cofattori per causare l'AIDS
3.5.8. - Tutte le malattie indicatrici di AIDS risulterebbero dall'immunodeficienza
3.5.9. - L'HIV indurrebbe l'AIDS tramite autoimmunità e apoptosi
3.5.10. - Si ritiene che l'HIV uccida le cellule T
3.5.11. - Si ritiene che gli anticorpi non neutralizzino l'HIV
3.5.12. - Si afferma che l'HIV causi l'AIDS nel 50% dei casi entro 10 anni
3.5.13. - Si dice che l'HIV derivi la sua patogenicità dalla costante mutazione
3.5.14. - Si afferma che l'HIV causi l'AIDS con geni unici tra i retrovirus
3.5.15. - I retrovirus delle scimmie proverebbero che l'HIV causa l'AIDS
3.5.16. - Casi aneddotici di AIDS nella popolazione generale
3.6. - Conseguenze dell 'ipotesi virale dell 'AI DS
4.- L'ipotesi dell'AIDS dovuto alle droghe
4.1. - Coincidenza cronologica tra diffusione della droga e diffusione dell 'AIDS
4.2. - Sovrapposizione tra le statistiche sull'uso di droga e sull'AIDS
4.3. - Consumo di droga nei gruppi a rischio di AIDS
4.3.1. - Dai consumatori di droga per via endovenosa proviene un terzo di tutti i pazienti affetti da AIDS
4.3.2. - Dagli omosessuali consumatori di droghe afrodisiache proviene circa il 60% dei pazienti affetti da AIDS
4.3.3. - Dai sieropositivi asintomatici che assumono AZT proviene una percentuale non conosciuta di pazienti affetti da AIDS
4.4. - Il consumo di droga è necessario per I 'AIDS negli HIV-positivi
4.4.1. - AIDS da stupefacenti
4.4.2. - L'AIDS da AZT e da AZT associato all'uso di stupefacenti
4.5.- L'uso di droga è sufficiente per le malattie indicatrici di AIDS in assenza di HIV
4.5.1. Le droghe usate per le attività sessuali sono sufficienti per le malattie indicatrici di AIDS
4.5.2. Il consumo a lungo termine di droghe per via endovenosa è sufficiente per le malattie che definiscono l'AIDS
4.6. Effetti tossici delle droghe usate dai pazienti affetti da AIDS
4.6.1. Tossicità degli stupefacenti
4.6.2. Tossicità dell'AZT
4.7.- L'ipotesi dell'AIDS dovuto alle droghe prevede correttamente l'epidemiologia e l'eterogenea patologia dell 'AIDS
4.8.- Conseguenze dell'ipotesi dell'AIDS dovuto alle droghe: prevenzione e terapie specifiche del rischio ma risentimento da parte dell"'establishment" dell 'AIDS da virus
5. - Le droghe ed altri fattori di rischio non contagiosi risolvono tutti i paradossi dell'ipotesi virale dell'AIDS
6.- Perché la scienza dell'AIDS ha sbagliato?
6.1.- L'eredità della fortunata teoria dei germi: una tendenza contraria ai patogeni non infettivi
6.2. - Grandi fondi e limitata competenza paralizzano la ricerca sull 'AIDS
Note aggiuntive
Continua al link: http://scienzamarcia.altervista.org/pdnoi0.htm
Abstract
L'ipotesi che il virus dell'immunodeficienza umana (HIV) sia un nuovo virus sessualmente trasmesso che causi l'AIDS è stata del tutto improduttiva in termini di utilità per la salute pubblica, inoltre non riesce a prevedere l'epidemiologia dell'AIDS, il rischio annuo di AIDS e le molte diverse manifestazioni delle malattie indicatrici di AIDS nelle persone contagiate.
Un'ipotesi corretta deve spiegare perché:
l'AIDS comprende 25 malattie già precedentemente conosciute e due epidemie clinicamente ed epidemiologicamente molto diverse, una in America ed in Europa e l'altra in Africa;
quasi tutti i pazienti affetti da AIDS americani (90%) ed europei (86%) sono maschi sopra i 20 anni, mentre l'AIDS africano colpisce ugualmente entrambi i sessi;
i rischi annui di AIDS dei bambini contagiati, dei consumatori di droga per via endovenosa, degli omosessuali che usano afrodisiaci, degli emofiliaci e degli africani variano fino ad oltre 100 fold;
molti pazienti affetti da AIDS hanno malattie che non dipendono da immunodeficienza, come il sarcoma di Kaposi, il linfoma, la demenza e il deperimento;
le malattie indicatrici di AIDS degli americani (97%) e degli europei (87%) sono predeterminate da rischi per la salute preesistenti, tra cui l'uso prolungato di sostanze stupefacenti, il farmaco antivirale AZT e deficienze congenite come l'emofilia, mentre quelle africane sono malattie tipiche dell'Africa.
Sia le prove positive che quelle negative mostrano che l'AIDS non è infettivo:
l'ipotesi del virus non soddisfa nessun criterio convenzionale di causalità;
le differenze, con valori di oltre 100 fold, tra i diversi rischi di AIDS nei diversi gruppi a rischio mostrano che l'HIV non è sufficiente a causare l'AIDS;
l'AIDS è "acquisito", se lo è, solo dopo anni che l'HIV è stato neutralizzato dagli anticorpi;
l'AIDS è nuovo, mentre l'HIV è un retrovirus stabilitosi da tempo, trasmesso per via perinatale;
spiegazioni alternative tolgono credibilità a tutte le supposizioni e a tutti i casi aneddotici citati a supporto dell'ipotesi del virus;
tutte le malattie che definiscono l'AIDS si manifestano negli stessi gruppi a rischio con la stessa incidenza anche in assenza di HIV;
non c'è nessun microbo attivo comune a tutti i pazienti affetti da AIDS;
l'AIDS si manifesta in malattie imprevedibili e non correlate; e
In Europa e in America non si distribuisce ugualmente tra sessi.
Sulla base di numerosi dati che documentano come le droghe siano necessarie agli HIV-positivi e sufficienti agli HIV-negativi per sviluppare le malanie indicatrici di AIDS, si suggerisce che tutte le malattie indicatrici di AIDS americano- europeo. che superano il loro normale background, siano causate da farmaci anti-HIV e da stupefacenti. L'AIDS africano si suggerisce sia causato da malnutrizione da ipoapporto proteico, scarsa igiene e conseguenti infezioni parassitarie. Questa ipotesi risolve tutti i paradossi dell'ipotesi virale dell'ADS. E' epidemiologicamente e sperimentalmente verificabile ed offre una base razionale per il controllo dell'AIDS.
"È troppo tardi per correggere" disse la Regina Rossa "Una volta che hai detto una cosa, questo la fissa, e devi sopportarne le conseguenze".
Lewis Carrol, "Alice nello specchio"
INDICE
1.- L'ipotesi virale dell'AIDS non riesce a prevedere l'epidemiologia e la patologia delI'AIDS
2.- Definizione di AIDS
2.1.- Due epidemie, subepidemie e 25 malattie specifiche delle epidemie
2.1.1.- Le epidemie attraverso il numero dei casi, il sesso e l'età
2.1.2.- Malattie che definiscono l'AIDS
2.1.3.- Gruppi a rischio di AIDS e malattie indicatrici di AIDS specifiche dei gruppi a rischio
2.2.- L'ipotesi dell'AIDS da HIV, o la definizione di AIDS
2.3.- Teorie alternative dell'AIDS infettivo
3.- Discrepanze tra AIDS e malattia infettiva
3.1.- Criteri di malattia infettiva e non infettiva
3.2.- L'AIDS non è compatibile con la nozione di malattia infettiva
3.3.- Nessuna prova per l'ipotesi virale dell'AIDS
3.3.1.- L'ipotesi del virus non riesce a soddisfare i postulati di Koch
3.3.2.- L'immunità all'HIV non protegge dall'AIDS
3.3.3.- I farmaci antivirali non proteggono dall'AIDS
3.3.4.- Tutte le malattie che definiscono l'AIDS si manifestano anche in assenza di HIV
3.4 - Non correlazione tra HIV e AIDS
3.4.1.- Solo circa la metà dei casi americani di AIDS sono confermati HIV- anticorpo positivi
3.4.2.- AIDS anti corpo-positivo ma virus-negativo
3.4.3.- HIV: solo uno dei tanti innocui indicatori microbici dei rischi clinici e comportamentali di AIDS
3.4.4.- I rischi annui di AIDS dei diversi gruppi a rischio di contagiati dall'HIV, tra cui bambini, omosessuali, tossicodipendenti, emofiliaci e africani, variano di oltre cento volte
3.4.5.- Malattie specifiche dell'AIDS predeterminate da rischi per la salute preesistenti
3.5. - Supposizioni e casi aneddotici che sembrano confermare l'ipotesi virale dell'AIDS
3.5.1. - L'HIV è ritenuto nuovo perché l'AIDS è nuovo
3.5.2. - L'HIV - ritenuto essere sessualmente trasmesso - dipende, per la sopravvivenza, dalla trasmissione per via perinatale
3.5.3. - AIDS ritenuto proporzionale all'infezione da HIV
3.5.4. - Si ritiene che l'AIDS in U.S.A. ed Europa sia trasmesso per via omosessuale
3.5.5. - Si ritiene che l'AIDS sia eterosessualmente trasmesso per "lo stile di vita" africano
3.5.6. - Si afferma che l'HIV sia sovrabbondante nei casi di AIDS
3.5.7. - L'HIV dipenderebbe da cofattori per causare l'AIDS
3.5.8. - Tutte le malattie indicatrici di AIDS risulterebbero dall'immunodeficienza
3.5.9. - L'HIV indurrebbe l'AIDS tramite autoimmunità e apoptosi
3.5.10. - Si ritiene che l'HIV uccida le cellule T
3.5.11. - Si ritiene che gli anticorpi non neutralizzino l'HIV
3.5.12. - Si afferma che l'HIV causi l'AIDS nel 50% dei casi entro 10 anni
3.5.13. - Si dice che l'HIV derivi la sua patogenicità dalla costante mutazione
3.5.14. - Si afferma che l'HIV causi l'AIDS con geni unici tra i retrovirus
3.5.15. - I retrovirus delle scimmie proverebbero che l'HIV causa l'AIDS
3.5.16. - Casi aneddotici di AIDS nella popolazione generale
3.6. - Conseguenze dell 'ipotesi virale dell 'AI DS
4.- L'ipotesi dell'AIDS dovuto alle droghe
4.1. - Coincidenza cronologica tra diffusione della droga e diffusione dell 'AIDS
4.2. - Sovrapposizione tra le statistiche sull'uso di droga e sull'AIDS
4.3. - Consumo di droga nei gruppi a rischio di AIDS
4.3.1. - Dai consumatori di droga per via endovenosa proviene un terzo di tutti i pazienti affetti da AIDS
4.3.2. - Dagli omosessuali consumatori di droghe afrodisiache proviene circa il 60% dei pazienti affetti da AIDS
4.3.3. - Dai sieropositivi asintomatici che assumono AZT proviene una percentuale non conosciuta di pazienti affetti da AIDS
4.4. - Il consumo di droga è necessario per I 'AIDS negli HIV-positivi
4.4.1. - AIDS da stupefacenti
4.4.2. - L'AIDS da AZT e da AZT associato all'uso di stupefacenti
4.5.- L'uso di droga è sufficiente per le malattie indicatrici di AIDS in assenza di HIV
4.5.1. Le droghe usate per le attività sessuali sono sufficienti per le malattie indicatrici di AIDS
4.5.2. Il consumo a lungo termine di droghe per via endovenosa è sufficiente per le malattie che definiscono l'AIDS
4.6. Effetti tossici delle droghe usate dai pazienti affetti da AIDS
4.6.1. Tossicità degli stupefacenti
4.6.2. Tossicità dell'AZT
4.7.- L'ipotesi dell'AIDS dovuto alle droghe prevede correttamente l'epidemiologia e l'eterogenea patologia dell 'AIDS
4.8.- Conseguenze dell'ipotesi dell'AIDS dovuto alle droghe: prevenzione e terapie specifiche del rischio ma risentimento da parte dell"'establishment" dell 'AIDS da virus
5. - Le droghe ed altri fattori di rischio non contagiosi risolvono tutti i paradossi dell'ipotesi virale dell'AIDS
6.- Perché la scienza dell'AIDS ha sbagliato?
6.1.- L'eredità della fortunata teoria dei germi: una tendenza contraria ai patogeni non infettivi
6.2. - Grandi fondi e limitata competenza paralizzano la ricerca sull 'AIDS
Note aggiuntive
Continua al link: http://scienzamarcia.altervista.org/pdnoi0.htm
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