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    La musica al posto del medico.

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    Messaggio Da nelda il Gio 04 Set 2008, 03:29


    La musica al posto del medico


    UNA RICERCA SCIENTIFICA IN GRAN BRETAGNA

    VITTORIO SABADIN
    CORRISPONDENTE DA LONDRA

    C’è un’antica e dimenticata medicina che i dottori dovrebbero prescrivere
    ai pazienti quando compilano la ricetta: cantare due volte al giorno,
    magari dopo i pasti. Il canto ha proprietà terapeutiche straordinarie,
    non solo perché, come scriveva De Cervantes, spaventa le malattie e le
    fa fuggire, ma anche in quanto contribuisce ad aumentare l’autostima,
    il benessere e la felicità.
    In Gran Bretagna ci sono 25 mila
    cori organizzati nelle chiese, nei quartieri e nelle cittadine di
    provincia: numerosi scienziati hanno cominciato a studiare per quale
    ragione a così tanta gente piace cantare e perché sembra così felice
    mentre lo fa. La conclusione è che non solo il canto favorisce
    l’aggregazione sociale ma fa bene al cuore, alla respirazione,
    all’apparato muscolare superiore, alla circolazione sanguigna e alla
    mente. Pazienti vittime di infarti o di disturbi cardiaci hanno
    confermato che cantare li ha aiutati nel recupero dalla malattia e
    cliniche psichiatriche hanno scoperto che fare parte di un coro aiuta
    in molti casi i ricoverati più dell’analisi junghiana.
    «E’ una sensazione indescrivibile - dice al Guardian l’insegnante di canto
    Helen Astrid - si mette in moto una carica di endorfine, ci si sente
    rigenerati e in pace con se stessi. E’ un po’ come fare l’amore: si
    usano tutti i muscoli del corpo, ogni parte di te è coinvolta». In
    dicembre la Christ Church University di Canterbury organizzerà una
    conferenza per esplorare il ruolo della musica e del canto nella salute
    e nel benessere delle persone, e vuole arrivare a sensibilizzare lo
    stesso servizio sanitario nazionale per convincere i medici ad adottare
    il canto come terapia riconosciuta.
    Il team del professor Greville Hancox ha già svolto una accurata ricerca
    su 12 mila persone che hanno confermato i benefici di una regolare attività in un coro.
    Cantare è un esercizio aerobico che, esattamente come una seduta in
    palestra, migliora l’efficienza del sistema cardiovascolare
    incoraggiando l’organismo ad assumere maggiori quantità di ossigeno.
    Ogni esercizio aerobico riduce lo stress, aumenta la longevità e
    produce una sensazione di benessere, ma cantare ha anche il vantaggio
    di favorire la ventilazione dell’apparato respiratorio, cosa che crea
    un ambiente più ostile ai batteri che vi si insediano. Erano i do di
    petto, più che la sciarpa, a tenere lontano Pavarotti dai raffreddori.
    Il canto obbliga anche a un maggiore controllo della coordinazione,
    migliorando le funzioni neuronali e ha così tante ricadute positive
    sull’organismo che secondo il professor Hancox il sistema sanitario
    nazionale se ne potrebbe giovare riducendo le spese. «E’ opinione
    comune - osserva - che la percezione di se stessi ha una conseguenza
    sulla propria salute. La gente felice tende ad ammalarsi di meno. In
    ogni caso, i benefici del canto non sono una scoperta recente: i monaci
    dei conventi già lo usavano come una medicina nelle loro infermerie, e
    funzionava».
    In molte società primitive - come quelle del
    Nord America, della Siberia o della Mongoli - il canto armonico era
    usato nelle pratiche di guarigione: cantare insieme era il più
    significativo momento di aggregazione sociale. Colette Hiller,
    direttrice di «Sing The Nation», che ha organizzato cori in ogni angolo
    dell’Inghilterra per celebrare la consegna della bandiera olimpica,
    osserva che «cantare con altre persone aiuta gli individui a
    connettersi fra di loro e con l’ambiente. Basta pensare ai cori negli
    stadi di football: servono ad avvicinare la gente e a sostenerla nei
    progetti».
    Molte persone ritengono di essere stonate o
    incapaci di collegare fra di loro due note, ma tutti gli insegnanti
    assicurano che si tratta di un semplice blocco psicologico che può
    essere facilmente rimosso.
    Anche nelle serate di karaoke a volte ci vuole qualche sforzo
    per convincere gli amici a cominciare, ma
    poi il problema diventa sempre come riuscire a farli smettere. «Cantare
    è l’attività più naturale del mondo - conferma Hancox - basterebbe
    farlo una volta al mese per avere una grande differenza nella nostra
    percezione di benessere. È un peccato che lo si faccia così poco, meno
    di anni fa quando era abituale ritrovarsi al pub attorno al
    pianoforte».
    Il governo inglese ha stanziato 52 milioni di
    euro per fare in modo che ogni scolaro delle elementari canti
    regolarmente. Ma i bambini non hanno bisogno d’incoraggiamenti e sono
    felici di farlo. Il problema sono gli adulti, che invece se ne
    vergognano. Salvo quando sono soli in auto e possono mettere a tutto
    volume la canzone preferita, cantandola a squarciagola. Il loro canto
    solitario non finirà nelle statistiche degli scienziati, ma fa bene lo
    stesso.

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID

      La data/ora di oggi è Sab 23 Nov 2019, 05:17