Saperi negati

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    G 8 - GENOVA 2001. NOI C’ERAVAMO

    nelda
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    Messaggio Da nelda il Sab 15 Nov 2008, 03:39

    Io c'ero, abito proprio dietro la Diaz ed ho visto tutto,

    verso il tramonto in piccoli gruppi, i ragazzi erano arrivati alla
    scuola stanchi, ammaccati ed anche feriti negli
    scontri "programmati dalle forze dell'ordine" del pomeriggio,


    nel silenzio della notte sono arrivati due pulmini che si sono
    fermati ad una ventina di mt dalla scuola, i poliziotti
    tutti vestiti di nero, con caschi neri integrali che li rendevano
    irriconoscibili e con i manganelli, si sono diretti alla scuola da cui non
    proveniva alcun rumore ed hanno scatenato il finimondo,


    la scuola si trova in una strada a senso unico perciò le ambulanze,
    chiamate da noi cittadini, immaginando che si stava
    consumando un macello dalle grida ed i colpi che provenivano dalla scuola,
    non riuscivano a raggiungere il luogo dello scontro ed i feriti sono stati
    trasportati alle ambulanze sulle barelle ed a piedi, quelli che potevano
    camminare, uno spettacolo penoso ed allucinante,


    un elicottero ha girato sul ns quartiere tutta la notte illuminandolo a
    giorno col faro, roba da america latina...premeditata


    perché i poliziotti di Roma che avevano mandato per rinforzo
    alle forze locali avevano come parola d'ordine
    "MEGLIO UN CATTIVO PROCESSO CHE UN BEL FUNERALE" ,
    sentito con le mie orecchie,


    i comandanti sono stati tutti promossi a gradi più alti già prima
    dell'inizio dei processi ed ecco la sentenza ...
    una vera vergogna,


    ormai dove ti giri e rigiri vedi che ci siamo immersi
    fino al collo nella MM (bloody shit).



    Nelda

    "Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso"
    ( Nelson Mandela)



    GENOVA 2001. NOI C’ERAVAMO
    http://lanuovaenergia.blogspot.com/

    Noi c’eravamo e abbiamo visto.
    Abbiamo visto la violenza inaudita di quelle
    giornate, la caccia indiscriminata a persone inermi, l’assoluto arbitrio nel
    gestire l’ordine pubblico. Siamo stati poi costretti a registrare con sconcerto
    la decisione della magistratura che ha deciso di non procedere nell'accertamento
    delle responsabilità delle forze dell'ordine per le gravi violenze subite dai
    manifestanti che parteciparono al grande corteo dei 200 mila del 21 luglio
    2001.
    Bolzaneto, la scuola Diaz. Assieme ad altri nomi, come Alimonda, Manin,
    Tolemaide, rimarranno tra le pagine oscure di questo paese. Abbiamo aspettato
    sette anni per vedere scritto nero su bianco quello che abbiamo visto e a cui
    abbiamo assistito, per guardare finalmente in faccia i responsabili di quello
    scempio.
    La sentenza dello scorso 13 novembre sul processo Diaz è un
    ulteriore insulto alla nostra richiesta di giustizia e trasparenza, alla fiducia
    che ancora avevamo che la verità potesse finalmente essere sancita.
    Per la “macelleria messicana”, così definita dall’allora vicequestore aggiunto della
    Questura di Roma Michelangelo Fournier, i responsabili si trovano solamente tra
    la manovalanza di Canterini, allora comandante del I Reparto Mobile di
    Roma.
    Nessun vertice della Polizia è stato incriminato: né Francesco
    Gratteri, promosso a direttore del dipartimento Anticrimine, già a capo dello
    Sco; né Gilberto Caldarozzi, promosso a capo del Servizio centrale operativo; né
    Giovanni Luperi, promosso al vertice del servizio segreto civile, già
    vicedirettore dell’Ucigos; né Spartaco Mortola, già dirigente della Digos, ora
    promosso vicequestore aggiunto a Torino.
    Tutti assolti.
    Mentre l'allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro, responsabile della piazza
    durante il G8 di Genova, e' diventato addirittura direttore del Dipartimento
    delle Informazioni per la Sicurezza della Presidenza del Consiglio dei
    Ministri.
    Rimangono i verbali falsificati, gli arresti ingiustificati, le
    molotov introdotte illegalmente nella scuola per giustificare l’assalto, la loro
    sparizione dall’ufficio della Questura di Genova dove erano in custodia come
    corpo del reato, a fare da sfondo ad un’ulteriore brutta pagina della democrazia
    italiana.
    Noi c’eravamo e per questo auspichiamo un sussulto democratico. Una
    reazione pubblica, pacifica e nonviolenta per dimostrare che in questo paese
    esiste ancora un tessuto democratico, e che la convivenza civile si deve basare
    sul principio di responsabilità, sul riconoscimento dei diritti di tutti e su
    una giustizia che sappia tutelare le vittime e applicare il principio che la
    legge è uguale per tutti.

    per aderire all'appello:
    www.noiceravamo@gmail.com

      La data/ora di oggi è Mer 20 Nov 2019, 10:20