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    Il Calendario della Decrescita 2009

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    Il Calendario della Decrescita 2009 Empty Il Calendario della Decrescita 2009

    Messaggio Da nelda il Gio 01 Gen 2009, 22:04

    Il Calendario della Decrescita 2009
    di Valerio Pignatta
    prefazione di Maurizio Pallante

    «Sganciarsi da plastica, cemento, traffico e notti artificiali al neon e trovarsi un posticino su misura in qualche angolo di natura. La decrescita è innanzitutto la riscoperta di un mondo naturale che il mito del progresso e la crescita metropolitana stanno spazzando via letteralmente. Riscopriamolo, rivalutiamolo,
    salviamolo».

    Comincia con questo pensiero – che accompagna il mese di gennaio 2009 –
    Il Calendario della Decrescita 2009 a firma di Valerio Pignatta,
    con la prefazione di Maurizio Pallante, fondatore e presidente del Movimento per la Decrescita Felice

    Il Calendario della Decrescita 2009 raccoglie dodici immagini, dodici inviti al cambiamento, dodici riflessioni estratte dal miglior pensiero ecologista e filosofico degli ultimi decenni.
    Un richiamo ad uno stile di vita più leggero, più lento e più sobrio. Una denuncia e uno spiraglio su di una felicità a portata di mano, di chiunque. La serenità di una vita semplice e a contatto con la natura. Per spingersi oltre lo schema economico impostoci dalla società dei consumi, per riscoprire i valori dello stare insieme e del condividere, e per riappropriarsi di un ritmo
    naturale che il mondo virtuale ci ha pagato con menzogne sonanti.

    Il Calendario della Decrescita 2009 è come una poesia in immagini e parole: una traccia e un aiuto per “disinserirsi” con gioia e consapevolezza.
    «La decrescita – scrive Maurizio Pallante nella prefazione – non è un’utopia: è il fatto più reale che abbiamo davanti. La decrescita può essere l’occasione per riscoprire tutti quei modi di vivere che hanno una potenzialità di futuro molto superiore alla mancanza di capacità di futuro che ha una società economica fondata sulla crescita del PIL e sulla produzione di merci».

    Cosa trovi nel Calendario della Decrescita 2009?
    - Le riflessioni di Valerio Pignatta sulla decrescita : appunti per uno stile di vita più leggero e
    gioioso.

    - La citazioni dal miglior pensiero ecologista: da Mumford a Mander, da Illich a Thoreau.

    - I consigli di autoproduzione :per coltivare un piccolo orto, preparare conserve e marmellate.

    - Le ricorrenze per una decrescita felice : per festeggiare spegnendo la televisione e consumando meno risorse.


    Valerio Pignatta, plurilaureato giornalista e scrittore, è redattore e collaboratore di riviste e case editrici, nonché direttore editoriale nell’ambito delle medicine non convenzionali per il Gruppo Editoriale Macro. Ha pubblicato diversi articoli su periodici nazionali inerenti il rapporto salute/ambiente e testi divulgativi di medicina naturale. Membro del Consiglio direttivo del Movimento per la Decrescita Felice, vive con la famiglia sul Monte Amiata dove pratica attivamente la decrescita attraverso la sobrietà dello stile di vita, la semplicità volontaria,
    l’autoproduzione, lo scambio e il dono di beni e servizi.


    Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice, ex preside a riposo nelle vallate dell’Astigiano, ha alle spalle una cultura umanistica vastissima. Negli ultimi anni si è occupato di politica energetica e di tecnologie ambientali in modo sistematico e approfondito. Su queste tematiche ha pubblicato diversi libri che sono divenuti un punto di riferimento per il movimento della decrescita e nonsolo.

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    Comunità e decrescita

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    Di fronte alla crisi economica e sociale del modello di sviluppo occidentale diventa realistico criticare la ragione stessa dell’economicismo moderno: la mercificazione dell’esistente.
    L’autore individua un limite ecologico alla crescita economica illimitata e propone di cominciare a far decrescere l’idea che lo sviluppo degli scambi mercantili sia una legge naturale della vita. Il messaggio che pubblicità e media diffondono continuamente è che il benessere passa attraverso il consumo, ovvero attraverso l’appropriazione continua di una quantità sempre maggiore di oggetti.

    È necessario rinunciare all’immaginario economico per il quale “di più” significa “meglio” e imparare ed essere capaci a dire: “è sufficiente” oppure “è abbastanza” piuttosto che “sempre di più!”.

    Alain de Benoist considera errato immaginare la decrescita come un appello a un
    ritorno al passato o a una brutale degradazione del livello di vita. La decrescita è invece un’inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l’attuale modello
    di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto e incompatibile con gli equilibri della natura.

    Esso porta con sé, sulla scia dell’occidentalizzazione, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze sociali, insicurezza individuale e collettiva. Alain de Benoist porta alla luce il carattere di artificio e dominio dell’economia ponendo la critica alla civilizzazione mercantile sul
    piano del suo stesso fondamento sociale e politico. Riprende l’idea della democrazia partecipativa, proponendo, dinanzi al globale sviluppo illimitato, il livello locale e della vita quotidiana. Rimangono le lingue, le culture, un legame sociale che va pazientemente ricreato nell’esistenza di ogni giorno, per una comunità della decrescita.

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